Salvini: "Aspiro a pieni poteri nel rispetto della Costituzione"

Il leader della Lega Matteo Salvini è in piena campagna elettorale per l'Emilia Romagna e questo significa premere l'acceleratore sulla propaganda che fino a questo momento sembra aver funzionato. Gli argomenti latitano e per questo il grosso di questa campagna è impostata sull'attacco degli avversari politici, dal PD al Movimento 5 Stelle.

E non a caso l'intervista concessa oggi alla Repubblica è totalmente incentrata sugli altri, a cominciare dalle difficoltà che sta passando l'ex alleato di governo Luigi Di Maio col suo M5S:

Quello che voleva il cambiamento ed ora si ritrova stretto in un abbraccio mortale con il simbolo dei poteri forti, il Pd. Il Movimento mi pare sulla via dell’esaurimento. Queste scelte sono contro la sua storia.

Salvini, che non ha mai davvero chiarito la vicinanza della Lega alla Russia, insinua il dubbio sui legami tra M5S e la Cina:

Sono colpito dai suoi incontri con l’ambasciatore cinese e i frequenti viaggi di Di Maio in Cina. E per contro, stanno zitti sulla situazione di Hong Kong. Non vorrei che stessero cambiando la collocazione internazionale dell’Italia. Mentre rompono le scatole a me per la Russia questi tengono rapporti con una dittatura che ha fame di conquista e vocazione imperialista.

Il leader della Lega parla già del 26 gennaio 2020, giorno del voto in Emilia Romagna e in Calabria, come della "festa della liberazione" - "Anch’io girando per le piazze avverto un’aria positiva" - ed è tornato su quei "pieni poteri" che aveva invocato in estate durante la crisi di governo.

Un'affermazione pericolosa, che oggi Salvini non rinnega. Ha provato, però, a spiegare meglio:

Parlavo di poteri nel rispetto della Costituzione. Non cambierei nulla di quello che ho fatto o detto. Chiedevo l’investitore che deriva dal voto democratico. Non ho mai visto un dittatore chiedere le elezioni.

E, a domanda del giornalista, si dice sorpreso di essere diventato un punto di riferimento dei cattolici: "Mai nella vita avrei pensato che proprio io, divorziato e peccatore, sarei diventato un punto di riferimento per i cattolici. Ma io credo e non me ne vergogno. Presto andrò a Medjugorje".

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