Violenza contro le donne, Mattarella: "Clima alimentato da discriminazioni. C'è ancora molto da fare"

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In occasione giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato senza mezzi termini di emergenza pubblica, forte dei dati che parlano di 96 femminicidi dall'inizio del 2019 ad oggi in Italia.

Venti anni fa l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituiva la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne per richiamare l’attenzione pubblica su una sistematica violazione dei diritti umani, ostacolo alla coesione e al pieno sviluppo di una società.
Da allora l’impegno della comunità internazionale per prevenire questo fenomeno e sostenere le vittime della violenza è cresciuto. Molto è stato fatto anche all’interno del nostro Paese: la violenza contro le donne è un tema all’attenzione del legislatore capace di animare singole iniziative e progetti collettivi.

Nonostante questi sforzi, però, la cronaca italiana ci dice che c'è davvero ancora tanto da fare, tantissimo.

La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso all’interno delle famiglie o perpetrati da persone conosciute.
Inoltre, sminuire il valore di una donna e non riconoscerne i meriti nella vita pubblica e privata – attraverso linguaggi non appropriati e atti di deliberata discriminazione – rappresentano fattori in grado di alimentare un clima di violenza.
Ciò significa che molto resta ancora da fare. Ogni donna deve sentire le istituzioni vicine.

Gli strumenti, almeno in parte e in alcune zone d'Italia, ci sono, ma è necessario un impegno maggiore sul fronte della prevenzione:

Tutti noi dobbiamo continuare ad adoperarci nella prevenzione del fenomeno, nel concreto sostegno delle vittime e dei loro figli, nella applicazione rigorosa degli strumenti esistenti, nel reperimento delle risorse necessarie e nell’elaborazione di ciò che serve per intercettare e contrastare i segnali del maltrattamento delle donne.

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