Zingaretti: Paese fermo e fragile, ecco il nostro piano "Italia semplice" per ripartire

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Il segretario del Pd Nicola Zingaretti lancia il suo piano per far ripartire l’Italia che è “ferma, impaurita e fragile”. Secondo Zingaretti bisogna semplificare con coraggio, serve un piano Italia semplice, che disboschi la selva normativa che stritola l’Italia, che acceleri procedure, che accorci e renda certi i tempi per la realizzazione delle opere, sia nell’ambito del privato che in quello pubblico”.

Zingaretti, dalle colonne del suo blog sull’Huffington Post, parla di: “Una poderosa azione di semplificazione” che “serve alle imprese, per dare loro slancio e per attrarre investimenti. L’incertezza e la vischiosità delle regole sono infatti uno dei maggiori freni alla crescita del Paese e il principale nemico per chi vuole fare impresa, dal piccolo commerciante alla grande azienda multinazionale. Serve un’Italia più semplice ai cittadini, schiacciatati e vessati da un’infinità di oneri, adempimenti e sempre soli, davanti a difficoltà di accesso alle informazioni e ai servizi pubblici spesso insormontabili. Serve più ordine ed efficacia alle istituzioni e alla pubblica amministrazione, dove esistono oggi innumerevoli sovrapposizioni e un’enorme incertezza su doveri e competenze. Il dramma dell’Italia fragile che in questi giorni abbiamo davanti agli occhi ci ripropone questa urgenza: impossibile costruire un Paese più sicuro, se non ci sono strumenti che garantiscano di realizzare le opere pubbliche e chiudere i cantieri in tempi umani”.

Le tre priorità del segretario dem

Sono tre le priorità indicate da Zingaretti: in primis “un grande investimento sulla qualità del personale amministrativo” da attuarsi con “un piano straordinario per assumere nelle pubbliche amministrazioni, soprattutto territoriali, nuove figure tecniche e aprire le porte a una nuova generazione”. Secondariamente serve “una grande opera di disboscamento delle competenze tra i diversi livelli amministrativi, specie dopo l’interruzione di un percorso di riforme istituzionali rimasto incompiuto”.

La terza priorità è che “dobbiamo occuparci con coraggio di una riforma della Giustizia amministrativa, per evitare che la legittima domanda di tutela affoghi in un mare di ricorsi strumentali avanzati solo per rallentare o immobilizzare la realizzazione di opere pubbliche. Io penso che sia il momento di mettere il dito nella piaga, perché l’Italia ferma, impaurita e fragile è un problema anche per la credibilità della nostra democrazia” chiosa il segretario Pd.

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