[Video] - L'imbarazzante proposta di matrimonio alla Camera: lo specchio dei nostri tempi

Circa 10 anni fa ho smesso di guardare la tv generalista dicendo basta a quiz demenziali alla portata di semianalfabeti, talent, reality show e simili. Ho detto basta anche a varietà con stacchetti e simili. Non l'ho fatto perché volevo apparire come un intellettuale (quale non sono) agli occhi di qualcuno o perché mi ritenessi migliore di altri in senso assoluto. L'offerta televisiva fondamentalmente mi annoiava e, inoltre, non sopportavo più lo sciocco perbenismo che gli faceva da contorno; le parolacce, per esempio, erano un tabù, ma si poteva assistere a qualsiasi altro tipo di volgarità. Intendiamoci: il turpiloquio non è fondamentale, ma è una bazzecola rispetto a molte altre cose.

Ho preso questa decisione, senza alcun tipo di auto-imposizione, anche per risolvere un problema fondamentale che mi attanagliava: sottrarmi alla tortura di dover provare imbarazzo per gli altri. Qualcuno saprà di cosa sto parlando, ma mi spiego meglio: non riuscivo più a vedere personaggi improbabili umiliarsi per raggiungere un pizzico di notorietà, spesso passeggera, spinti da un'ingiustificata voglia di protagonismo, assecondata anche a costo di sottoporsi ad una pubblica umiliazione.

Anche i social network seguono più o meno lo stesso filone, motivo per il quale non mi sono mai iscritto a Twitter o ad Instagram e uso, sporadicamente, solo Facebook dove "seguo" solo persone che ho potuto, più o meno, selezionare. Sarebbe meglio fare a meno anche di questo per poter tornare a provare il piacere di conversare e di stupirsi per qualcosa incontrando un amico, senza essere già a conoscenza di tutti i fatti della sua vita. Questo, però, è un altro discorso.

Intendiamoci, la tv ce l'ho ancora e la guardo tutti i giorni; seguo lo sport, guardo film e serie tv, documentari e, soprattutto, programmi di informazione che purtroppo anche loro, in qualche caso, stanno scadendo a causa di una certa ed ingiustificata contaminazione con il genere del varietà, che continua evidentemente ad andare per la maggiore. Quelle poche volte che mi capita di incappare in un canale generalista per qualche secondo noto che tutto è rimasto cristallizzato, come se il tempo non fosse mai passato. Anzi, per assurdo, lo scenario è persino peggiorato. Anche in quelle rare incursioni, quasi sempre involontarie, ecco riapparire quell'imbarazzo di fondo.

La stessa sensazione di disagio e fastidio l'ho provata questa mattina quando mi sono imbattuto nel video della proposta di matrimonio fatta, durante un intervento alla Camera dei Deputati (!), dal leghista Flavio Di Muro alla sua fidanzata, presente in tribuna per assistere ai lavori. Proprio così, sembra incredibile e surreale, ma è una cosa successa realmente. Dopo aver visto brandire spigole, stappare spumante e mangiare mortadella, è successo anche questo.

Ho una grande domanda per Di Muro: perché hai sentito l'esigenza di fare questa cosa? È stato uno spettacolo agghiacciante ed altamente offensivo della dignità del Parlamento dove, qualora non fosse chiaro, ti trovi per occuparti della cosa pubblica. Sono state queste le scene più vergognose dell'ultima settimana; la mezza rissa di ieri sul MES, al confronto, è stato uno spettacolo edificante, perché almeno era legata alla passione politica che talvolta può far prendere una sbandata.

Qualcuno dovrebbe spiegare a Di Muro, che a dire il vero dovrebbe anche saperlo avendo studiato Giurisprudenza, che non è quello il luogo adatto a fare proposte di matrimonio, specialmente in un momento così delicato per il Paese che ha crisi aperte su più fronti: il futuro dell'ex Ilva, il maltempo che sta mettendo in ginocchio il Paese (che poi altro non è che la crisi climatica che si preferisce ignorare), Alitalia, il mezzogiorno che continua ad arretrare. Per non parlare delle questioni che si sono ormai incancrenite, come l'inefficace lotta alla criminalità organizzata, la corruzione, la disoccupazione, i "Minijob", le diseguaglianze e il diritto alla programmazione del proprio futuro che ormai è diventato una chimera. Potrei continuare, ma basta questo a rendere l'idea. In sintesi: Di Muro non si doveva permettere di rubare neanche un secondo ai lavori del Parlamento, perché non c'è tempo per nessuna pausa o deviazione.

La beffa è che, purtroppo, ho la consapevolezza che proprio questa trovata demenziale sarà una di quelle più apprezzate dal "pubblico". Già, perché ormai è diventato normale confondere i reality show con la vita; i social network con la realtà; i cittadini, appunto, con il pubblico di un programma televisivo; il parlamento con un salotto di Barbara d'Urso.

Non concluderò questo mio sfogo dicendo frasi del tipo "gli italiani meritano di meglio" o "gli italiani non sono rappresentati dalla loro classe politica". Non lo penso: i politici rappresentano in tutto e per tutto gli attuali italiani, che meritano evidentemente questo spettacolo osceno, perché l'Italia è diventata questa roba qua. Prendo in prestito una frase scritta, circa 10 anni fa, dai geniali sceneggiatori della serie tv Boris che, realizzando apparentemente un prodotto per "addetti ai lavori", avevano ben compreso la deriva valoriale e culturale che stavamo vivendo: "È questa l'Italia del futuro; un Paese di musichette, mentre fuori c'è la MORTE".

Scusate lo sfogo, ma l'amarezza è tanta. Questo Paese avrebbe bisogno di serietà e in politica di persone serie - al di là dei colori - ne sono rimaste davvero poche, molte delle quali sono ostaggio dell'idiozia più assoluta e di un protagonismo di scarsissimo profilo.

P.s.

Alla fine, pensandoci meglio, questo non è neanche uno sfogo, perché sfogandosi bisognerebbe provare sollievo e io non mi sento meglio. Provo solo tristezza.

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