Mes, Conte chiarisce tutto e attacca: "È noto che Salvini non studia i dossier, mi stupisco di Meloni"

Il Premier: "Dalle opposizioni accuse infamanti contro di me".

Conte su Mes

Il Premier Giuseppe Conte oggi ha tenuto l'attesa informativa alla Camera dei Deputati sul Mes, il Meccanismo Europeo di Stabilità, noto anche come "salvastati". All'inizio del suo discorso, il Presidente del Consiglio ha subito attaccato le opposizioni, poi ha fatto una descrizione dettagliata di tutti i lavori relativi al trattato, facendo anche nomi e cognomi dei leghisti che hanno appoggiato il suo operato.

Conte ha detto:

"Dalle opposizioni accuse infamanti contro di me che, se fossero vere, dovrebbero costringermi alle dimissioni"

E poi ha aggiunto attaccando direttamente Matteo Salvini e Giorgia Meloni:

"Mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui 'disinvoltura' a restituire la verità e la cui 'resistenza' a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni nel diffondere notizie allarmistiche, palesemente false"

Conte ha poi sottolineato le imprecisioni delle dichiarazioni dei suoi avversari politici:

"È stato anche detto che il Mes sarebbe stato già firmato, e per giunta di notte. Anche chi è all'opposizione ha compiti di responsabilità. Mi sembra quasi superfluo confermare a quest'Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né da parte mia né da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei"

E ha aggiunto:

"Posso dunque affermare che, poco meno di un anno fa, l'Italia, da me rappresentata, si è espressa in sede europea in maniera perfettamente coerente con il mandato ricevuto da questo Parlamento. Su tali basi è stato dato l'incarico all'Eurogruppo di procedere alla predisposizione di una bozza di revisione del Trattato Mes"

Il Premier ha anche ricordato che è stato l'allora ministro dell'Economia Giovanni Tria a inviare ai Presidenti delle Camere "il testo di revisione del Mes" e ha tirato fuori una "perla" ricordando il ringraziamento che il senatore della Lega Alberto Bagnai gli fece durante l'esame del Mes al Senato. Poi ha più volte sottolineato anche il ruolo del presidente della Commissione Bilancio, il deputato leghista Claudio Borghi, che tra l'altro ha provato più volte a intervenire durante il discorso di Conte, pur sapendo di non poterlo fare.

Il Premier ha citato nomi e date, per esempio ha ricordato di aver riferito sul Mes il 19 marzo 2019, nel corso delle comunicazioni alle Camere in vista del Consiglio europeo del 21 e del 22 marzo:

"Benché quel Consiglio, a differenza di quello di dicembre, non avrebbe avuto un corrispettivo in forma di Eurosummit, mi sono ugualmente soffermato diffusamente sul tema, in ragione dell'assoluto rilievo della questione per il futuro assetto economico e finanziario dell'Unione europea, mosso dalla consapevolezza di quanto fosse decisiva un'interlocuzione costante con il Parlamento. Neanche in quell'occasione, né al Senato né alla Camera dei Deputati, risultano richieste di ulteriori approfondimenti da parte dei parlamentari intervenuti in discussione generale o in dichiarazione di voto"

E ancora:

"Nelle comunicazioni del 19 giugno, in vista dell'Eurosummit che si è tenuto a Bruxelles il 21 giugno, ho nuovamente affrontato il tema, anche perché un generale consenso sulla bozza era stato raggiunto il 13 giugno dai Ministri dell'Economia dell'area euro"

Conte poi ha cercato di tranquillizzare tutti:

"In merito al pericolo di un automatismo nella ristrutturazione del debito che verrebbe introdotto dal trattato riformato, è opportuno ribadire - come ha chiarito il ministro Gualtieri - che il nuovo trattato non modifica affatto la disciplina relativa al coinvolgimento del settore privato nella eventuale ristrutturazione del debito pubblico del Paese che beneficia dell'assistenza finanziaria del Mes"

E ha detto:

"In conclusione, considerando i numerosi interventi svolti, in Assemblea e nelle commissioni parlamentari, sia alla Camera sia in Senato, possiamo convenire che le accuse, mosse in questi giorni da diversi esponenti politici di opposizione, circa una carenza di informazione e di consultazione su questa materia così sensibile, siano completamente false"

Foto © Palazzo Chigi

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