Mes, Salvini replica a Conte: "Si vergogni" - VIDEO

Il leader della Lega Matteo Salvini ha replicato dai banchi del Senato all'intervento odierno del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Camera dei Deputati sul Meccanismo Europeo di Stabilità, il cosiddetto MES o "salvastati". E, essendo stato chiamato direttamente in causa dal premier nella sua informativa, Salvini ha messo in piedi il solito spettacolo.

Non rispondo agli insulti. Noi rispondiamo con il lavoro: gli italiani si aspettano risposte e soluzione, non insulti. Mi spiace per lei presidente perché vive di rancore e rabbia. Ne è passato di tempo da agosto, ma non è cambiato il suo atteggiamento. [...] Mi rivolgo ai Cinque Stelle. Il trattato va rinegoziato, avete detto. Avete detto che avevate riserve e che ogni parlamentare sarebbe dovuto intervenire. Condivido le vostre richieste alla Camera: c'è qualcuno che mente al governo. L'Eurogruppo ha detto che il Mes è approvato e il ministro Gualtieri ha detto che il Trattato non è emendabile: significa che nei banchi c'è qualcuno responsabile di una menzogna che ricadrà sulla testa e sui risparmi degli italiani.

E qui Salvini punta il dito contro Giuseppe Conte, col quale ormai è sul piede di guerra: "O ha mentito Gualtieri o ha mentito Conte. O non ha capito niente Di Maio. Non è che ci siano altre ipotesi...Tra Gualtieri e Conte secondo me è più facile che abbia mentito Conte. Gualtieri è appena arrivato, perché dovrebbe dire una sciocchezza...".

Salvini continua a sostenere di non voler rispondere agli insulti - quelli di Conte non si possono davvero considerare tali - però non manca di lanciare affondi pur di tirare l'acqua al proprio mulino con le parole chiave che hanno caratterizzato la sua propaganda negli ultimi mesi:

Mancano 60 parlamentari della maggioranza: ecco la fiducia che hanno in lei, presidente. Ditemi se è normale. Sabato e domenica saremo in mille piazze italiane, se lei non si offende e ci vuole denunciare tutti. Raccoglieremo le firme necessarie per fermare il trattato e impedirvi di barattare il futuro dei nostri figli con le vostre poltrone.

Poi, ancora rivolto a Conte:

L’uomo superiore, e non sono io, è calmo senza essere arrogante, l’uomo dappoco è arrogante senza essere calmo. Parentesi: si vergogni!

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