Mes, Conte: "Sento Di Maio quotidianamente. Non ci sono divisioni, solo sensibilità diverse"

Il Premier promette di far valere la posizione dell'Italia nelle modifiche del trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità.

Il Premier Giuseppe Conte all'ora del tramonto di oggi è arrivato all'ambasciata italiana di Londra, dove domani avrà luogo il vertice NATO. Si è intrattenuto qualche minuto con i giornalisti per rispondere alle loro domande. Ha prima di tutto detto che, per quanto riguarda le minacce di oggi di Donald Trump verso Italia e Francia di una sorta di rappresaglia con i dazi contro la digital tax, non è preoccupato perché terrà un bilaterale con il Presidente degli Stati Uniti e avrà modo di parlarne faccia a faccia. Poi ha risposto alle domande sul Mes, il Meccanismo Europeo di Stabilità e ha prima di tutto voluto fare un chiarimento sui suoi rapporti con Luigi Di Maio. Conte, infatti, ha detto:

"Oggi ho letto i giornali e leggo francamente una ricostruzione che mi ha molto sorpreso, addirittura qualcuno ha sintetizzato che io parlassi a nuora perché intendesse suocero o viceversa, addirittura si è descritta una contrapposizione tra me e Luigi Di Maio, una carenza informativa. È una ricostruzione che non condivido affatto, che non corrisponde alla realtà. Io con Luigi Di Maio mi sento abitualmente, quotidianamente"

Ed entrando nello specifico del Mes, ha spiegato:

"Sul Mes, come sapete, abbiamo fatto una riunione, un vertice di governo, nell'arco di tre ore ci siamo confrontati sui vari aspetti, abbiamo anche emesso un comunicato congiunto, che era recepito anche nella mia esposizione alle Camere, perché le considerazioni finali di ieri richiamavano il passaggio di domani del ministro Gualtieri all'Eurogruppo e il mio passaggio dell'11 dicembre in Parlamento per raccogliere quelle che saranno le premure, le indicazioni, gli indirizzi del Parlamento. Quindi su questo non c'è alcuna divisione per quanto riguarda le modalità con cui muoversi all'interno di questo percorso. Se poi mi dite che ci sono diverse sensibilità tra le forze di maggioranza o all'interno di una forza di maggioranza, su questo tema vi dico: ma se prendessimo dieci economisti a parlare di Mes, tirerebbero fuori dieci valutazioni diverse"

Conte è tornato anche su quanto detto ieri alle Camere:

"Io ieri ho cercato di riassumere una posizione complessiva, ho voluto riassumere quel che è stato in questo negoziato. Ricordiamoci sempre che in un negoziato è legittimo sollevare delle criticità, è legittimo discuterne. Poi ci sono dei momenti in cui bisogna operare una sintesi complessiva e questo avverrà, ma ovviamente l'ultima parola spetterà al Parlamento, perché sarà sovrano. Si tratta di una modifica a un trattato e il Parlamento sarà chiamato a ratificarlo. Prima di quello lavoreremo per rendere questo progetto non solo compatibile, ma pienamente utile all'interesse nazionale"

Gli è stato chiesto se, secondo lui, ci sarà un rinvio, e Conte ha risposto:

"La logica di pacchetto impone di procedere valutando tutte le componenti di questa complessa riforma. Dobbiamo avere chiarezza su tutte le componenti, quindi ci siederemo a un tavolo e lavoreremo"

Poi gli è stato domandato se, visto che i tempi stringono, pensa che per far valere la posizione dell'Italia possa essere costretto a dover battere i pugni, ma Conte ha detto:

"La prima volta che ho partecipato a un Consiglio Europeo siamo stati tutta la notte perché l'Italia ha ritenuto che la sintesi in materia di immigrazione non fosse sufficiente. Non ho battuto i pugni, come non li ho battuti quando ho portato fuori l'Italia da un procedimento di infrazione già segnato per due volte. Io non batto i pugni, uso argomentazioni, sono determinato a tutelare gli interessi dell'Italia e così farò sempre"

Giuseppe Conte a Londra per il vertice Nato parla anche di Mes

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