Ex Ilva, Conte: "Respingiamo il progetto", prosegue battaglia sui posti di lavoro

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Ieri Arcelor Mittal ha presentato al Mise un piano che prevede 4.700 esuberi entro il 2023, piano che il premier Giuseppe Conte boccia su tutta la linea. "Il progetto che è stato anticipato in un incontro non va assolutamente bene - le parole del presidente del Consiglio a margine di un’iniziativa a Roma - , mi sembra sia molto simile a quello originario. Lo respingiamo e lavoreremo come durante questo negoziato agli obiettivi che ci siamo prefissati col signor Mittal e che il signor Mittal si è impegnato personalmente con me a raggiungere, e ci riusciremo".

La posizione è sostanzialmente la stessa dell’ex Ilva, che è in causa con il colosso indiano. Una trattativa che parte dal presupposto di licenziare 4.700 persone entro il 2023, circa 2.800 già nel 2020, non avrà alcun inizio. L’ex Ilva si difende sulla base del contratto firmato da Arcelor Mittal, con il quale la società indiana si è impegnata un anno fa a garantire 10.000 posti di lavoro fino al 2023. Nell’accordo è anche presente una penale da 150mila euro su ogni lavoratore licenziato.

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