Borghi: "L'uscita dall'Euro non può essere un tabù". Gualtieri: "Lui e la Lega sono nemici dell'Italia"

Claudio Borghi è tornato a parlare dell'uscita dell'Italia dall'Euro, tema a lui sempre molto caro, grazie al quale ha fatto carriera politica nella Lega, che nel 2014 l'ha anche nominato responsabile economico del partito. A lui si è poi aggiunto Alberto Bagnai, professore universitario e altro esponente di spicco dei no-euro, che nel marzo 2018 si è candidato nelle fila della Lega venendo eletto al Senato nonostante le sue dichiarate simpatie di sinistra.

La campagna contro l'Euro, sulla quale si è fondata la rinascita della Lega 2.0, è stata centrale per il Carroccio, che poi ha smesso di parlarne quando si formò il Governo gialloverde. Nessuno è stato però folgorato sulla via di damasco e a confermarlo è stato lo stesso Borghi oggi durante la trasmissione televisiva Agorà, su Rai 3, nel corso della quale ha ammesso di non averne più parlato "perché quando eravamo al governo c'era un accordo per non farlo".

Secondo Borghi il dibattito sull'Euro dovrà essere riaperto: "Io penso sia in ogni caso un argomento, che nessun argomento possa essere un tabù. Una posizione politica, se condivisa da un numero sufficiente di persone, 25/30%, non può essere rappresentata? Io penso sia un dovere rappresentare le istanze del 25% di persone. Poi per far qualsiasi cosa ci vuole la maggioranza".

Le parole di Borghi hanno provocato la reazione del Ministro Roberto Gualtieri, che ha definito il deputato e il suo partito dei "nemici degli interessi dell’Italia". A margine dell'Ecofin il ministro dell'economia ha censurato le parole di Borghi: "È noto che Borghi e la Lega sono per l’uscita dall’euro e quindi si confermano nemici degli interessi dell’Italia, della tutela dei risparmi. Se si facesse quello che dice Borghi gli italiani perderebbero molti soldi, il valore dei loro stipendi e delle loro pensioni verrebbe drasticamente ridotto, quindi l’Italia sarebbe un Paese molto più povero. È una ricetta fallimentare che per fortuna non incontra il favore degli italiani".

Il titolare di via XX Settembre ha poi collegato queste affermazioni di Borghi alle recenti critiche della Lega alla riforma del Mes, perché il partito di Salvini avrebbe confermato anche in questa circostanza la sua contrarietà alla "permanenza dell'Italia nell'Euro", ribadendo di essere una "forza politica irresponsabile" e "inadatta a governare il Paese".

Dello stesso avviso anche Matteo Renzi, che su twitter ha rivendicato la sua scelta di sponsorizzare la nascita dell'attuale Governo: "Tutte le volte che ho dubbi su questo governo e sulla mia decisione di agosto arriva Borghi e mi ricorda che cosa rischiavamo: far uscire l’Italia dall’Euro. Irresponsabili".

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