Manovra, nessuna intesa dal vertice di maggioranza (rinviato al 6 dicembre)

Federico D'Incà e Giuseppe Conte

Niente da fare. Neanche il vertice di maggioranza odierno è servito a trovare l'intesa sugli ultimi punti ancora in sospeso della manovra finanziaria che dovrà essere approvata entro la fine del 2019, al punto da dover fissare un nuovo incontro per la giornata di domani, venerdì 6 dicembre.

Il vertice a Palazzo Chigi, finalizzato a tirare le somme sugli emendamenti alla manovra, è durato circa un paio d'ore. Oltre al premier Conte hanno partecipato i ministri Teresa Bellanova e Roberto Speranza, i viceministri Antonio Misiani e Laura Castelli, il vice-capogruppo di Italia Viva Luigi Marattin e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà.

Fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che "siamo tutti d'accordo che va fatto un ulteriore sforzo per ridurre la tassazione" e secondo le indiscrezioni uno degli ostacoli da superare sarebbe la plastic tax, con Italia Viva fermamente contraria ad ogni tipo di tassazione, al di là delle motivazioni addotte dalle altre parti al governo.

Le stesse fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che il premier Conte "ha chiesto alle strutture del MEF e alla Ragioneria di fare un ulteriore sforzo affinché quella che è già adesso una manovra che non aumenta la tassazione, non possa essere distorta per un paio di limitate misure collegate a tasse di scopo. Anche gli esponenti delle varie forze di maggioranza hanno concordato".

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