Bibbiano, Di Maio: "Scuse al sindaco ? Non mi risulta che il processo sia concluso"

Luigi Di Maio non chiede scusa su bibbiano

Luigi Di Maio non chiede scusa sul caso Bibbiano. Dopo che la Cassazione ha annullato ogni misura cautelare per il sindaco Andrea Carletti (PD), arrestato nell’ambito dell'inchiesta sugli affidi illeciti nella Val d’Enza, il leader del M5s non sembra voler smorzare i toni: "Non mi risulta che il processo sia concluso" ha infatti risposto Di Maio ai microfoni di Radio Capital alla domanda se avesse intenzione di scusarsi con il primo cittadino.

La Cassazione chiarendo definitivamente che Carletti, indagato per abuso d’ufficio e falso nel filone amministrativo dell’inchiesta, non è coinvolto in crimini contro minori, ha revocato anche l’obbligo di dimora al sindaco che è tornato nella pienezza dei suoi poteri. Per i supremi giudici non sussistevano proprio le condizioni per il suo arresto.

Prima di allearsi con i dem e formare il nuovo governo Di Maio aveva ripetuto più volte: "Mai con il partito di Bibbiano" associando l’inchiesta "Angeli e Demoni" al partito che sarebbe poi diventato suo alleato.

A proposito dell’alleanza Di Maio ha aggiunto: "Sono dieci anni che il Pd prova a dire dobbiamo fare un'alleanza. Io penso che abbiamo costruito il governo per tagliare i parlamentari, evitare l'aumento dell'Iva, abbiamo un programma da costruire insieme, ma restiamo forze politiche di poli diversi".

Sui fronti di scontro aperti nella maggioranza, Di Maio ha detto che il M5s non vuole far cadere il governo, "altrimenti non lo facevamo partire", governo che a suo dire non rischia né sul Mes né sulla prescrizione. Su quest’ultimo punto, secondo Di Maio con il Pd si può "trovare un’intesa. Se poi qualcuno vuol votare una legge con Salvini e Berlusconi... Però nella mia percezione, nel lavoro che faccio ogni giorno, anche incontrando i capi delegazione del Pd, non percepisco che si voglia arrivare a uno strappo".

Tornando al caso Bibbiano, il sindaco Carletti ha fatto sapere di aver dato mandato ai suoi legali di denunciare per le offese e le minacce ricevute online 147 persone. A settembre Carletti aveva querelato lo stesso Di Maio.

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