Corradino Mineo: "Troppi giornalisti candidati, ma possono essere utili"


Corradino Mineo, capolista del Pd in Sicilia per il Senato, ha raccontato in un'intervista concessa a l'Unità da chi e quando è stato contattato per entrare a far parte delle liste del principale partito di centrosinistra in vista delle elezioni politiche:

Non ci pensavo, sentivo delle voci in giro ma stavo organizzando la campagna elettorale su RaiNews. Poi, lunedì scorso è arrivata la telefonata di Bersani, inaspettata, mi ha proposto di fare il capolista in Sicilia al Senato, altra sorpresa, ho detto sì.

L'ex direttore di RaiNews alla domanda sulla presunta eccessiva presenza di giornalisti nelle liste, ha risposto così:

Forse sì, ma non penso che siano candidature acchiappavoti. Credo che questa potrà essere una legislatura costituente e ci sono tanti giornalisti, ma anche filosofi, magistrati, persone che potranno essere utili. Perché la crisi non è solo della politica, ma delle élite che vanno messe in discussione.

Il giornalista infine ha affrontato il tema delicato della selezione della classe politica. In particolare il caso di Nino Papania, secondo nella lista in Sicilia, che sarebbe citato dai Carabinieri per presunte assunzioni clientelari e altro. Mineo ha spiegato la necessità di escludere i sospetti dalla competizione elettorale:

Credo che una forza politica debba applicare il principio di precauzione. Quando si è davanti a un uomo politico di cui solo si sospetti che abbia avuto frequentazioni non opportune, o il dubbio che possa aver commesso degli illeciti, sarebbe meglio non candidarlo.

Papania - che non è indagato - lo ricordiamo, è stato scelto dalle primarie per il Parlamento volute dal Pd anche in segno di rinnovamento e di discontinuità.

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