Ex Ilva, arriva la smentita del Mise: "ArcelorMittal non ha avanzato nessuna offerta"

Conte e Patuanelli incontrano ArcelorMittal

Aggiornamento - Fonti del Mise hanno smentito le presunte indiscrezioni riportate questa mattina da La Gazzetta del Mezzogiorno: "Nessuna lettera è arrivata dalla multinazionale ArcelorMittal". Nessuna offerta da 1mld di euro sarebbe dunque arrivata dalla multinazionale franco-indiana per liberarsi dall'accordo con lo Stato. Dal Mise hanno inoltre puntualizzato che "con l’azienda non si è mai nemmeno parlato di una transazione economica per la sua uscita dallo stabilimento".

ArcelorMittal offre 1 miliardo per dire addio all'ex Ilva

Ore 12:45

La trattativa tra il governo di Giuseppe Conte e la multinazionale dell'acciaio ArcelorMittal sembra ormai tutt'altro che finalizzata a mantenere aperto lo stabilimento ex Ilva di Taranto sotto la guida della società indo-francese.

La multinazionale avrebbe infatti messo sul piatto un miliardo di euro per risolvere ogni rapporto e dire definitivamente addio all'ex Ilva. Lo rivela la Gazzetta del Mezzogiorno, secondo la quale ArcelorMittal sarebbe arrivata a quella cifra mettendo insieme 500 milioni per lo svuotamento del magazzino, la fideiussione da 90 milioni di euro a garanzia del pagamento dei canoni di fitto della struttura e 400 milioni di euro per la rinuncia agli investimenti ambientali sostenuti fino a questo momento.

Il documento con le cifre e i dati sarebbe già all'attenzione del governo, che però chiederebbe al colosso quasi il doppio di quella somma.

Per il governo, che ha delegato a trattare il presidente di Saipem Francesco Caio, ArcelorMittal dovrebbe versare ulteriori 850 milioni di euro: 350 milioni per le mancate manutenzioni e 500 milioni per la risoluzione anticipata del contratto.

È questa la soluzione a cui si è arrivati in questi ultimi giorni di trattativa. L'addio di ArcelorMittal all'ex Ilva converrebbe ad entrambe le parti: da un lato la multinazionale potrà mettere una pietra sopra a questa esperienza e dall'altro il governo potrebbe riuscire a salvare lo stabilimento, e con esso l'industria siderurgica italiana, chiamando in causa altre figure chiave come Snam, Saipem e Fincantieri.

La trattativa sulle somme è ancora in corso.

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