Ex Ilva, il tribunale di Taranto rigetta richiesta di prorogare l'uso dell'altoforno 2

Il segretario della CGIL tra i protagonisti della manifestazione di oggi. In serata la notizia dello stop del tribunale all’altoforno 2

AGGIORNAMENTO 22.20 - Il Tribunale di Taranto respinge la richiesta di proroga presentata dai commissari dell’ex Ilva sull'uso dell'altoforno 2, sequestrato e dissequestrato più di una volta nell’ambito delle indagini sulla morte dell'operaio Alessandro Morricella.

La decisione, che potrebbe portare al temuto stop degli impianti, salvo ricorso favorevole al Riesame, arriva nella giornata dello sciopero dei lavoratori dell’ex Ilva, con adesioni fino al 100% in alcuni casi, e della manifestazione di piazza a Roma. Il 13 dicembre scade il termine per mettere a norma l'altoforno e il rischio è quello di un nuovo sequestro.

Governo e ArcelorMittal stanno ancora tentando di trovare un accordo ma la strada a questo punto si fa ancora più accidentata.

Crisi industriali, Landini al governo: "Basta parole, è il momento dei fatti"

Nel giorno della manifestazione a Roma sulle crisi industriali hanno parlato i segretari dei sindacati confederati. Maurizio Landini della CGIL ha chiamato direttamente in causa il governo e ha detto:

"Basta parole ora i fatti. Non abbiamo più tempo da perdere per ricostruire la fiducia e ridare voce ai giovani che mi sembra si siano ripresi la piazza. Ma o si lavora tutti insieme o non si va da nessuna parte"

Dal palco ha anche detto:

"Il mondo del lavoro unito chiede il cambiamento del Paese: si mettano in testa che non si cambia senza e contro i lavoratori. Noi non abbiamo paura, non ci rassegniamo e andiamo avanti finché non otteniamo risultati. Uniti ce la possiamo fare"

Per quanto riguarda, nello specifico, il problema dell'Ilva, Landini ha affermato:

"ArcelorMittal ha sbagliato ad andare in tribunale: deve tornare al tavolo e trattare, a partire dall'accordo firmato con i sindacati"

E poi ha aggiunto che il sindacato è pronto a discutere i problemi che si possono risolvere a condizione che non si parli di esuberi e licenziamenti.

Annamaria Furlan della CISL ha detto:

"Noi non vogliamo lasciare per terra nessun lavoratore e nessuna lavoratrice. Da Alitalia all'Ilva vogliamo esuberi zero e piani industriali seri e importanti che diano prospettive"

E poi ha spiegato, sempre dal palco della manifestazione di Roma:

"Non ci bastano cambiamenti di modi: non abbiamo bisogno di gentilezza ma di risposte. In un anno non è cambiato nulla. Il popolo del lavoro non vive di sondaggi elettorali e di tweet ma di lavoro e questo è quello che vogliamo. Invece di vedere quanto sale un partito e quanti sono i follower, guardate quanti disoccupati ci sono e quante vertenze non sono ancora chiuse. C'è un cinismo insopportabile da parte dell'imprese. In un Paese che da anni dimostra che il lavoro non è centrale, che lavoratori e sindacati contano meno, è ovvio che anche le imprese possono pensare di fare quello che vogliono. E quando si stancano del giocattolo lasciano a casa migliaia di uomini e donne"

Intanto allo sciopero dei lavoratori dell'ex Ilva hanno aderito il 90% di quelli di Taranto, l'80% di quelli di Genova e Novi Ligure, il 100% a Racconigi, Padova e Marghera. Gli operai ovviamente si oppongono al piano che Arcelor Mittal ha proposto al governo e che prevede 4700 esuberi.

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