Voli di Stato, Salvini si difende: "Non andavo in vacanza come altri"

Il senatore Matteo Salvini si difende dall'accusa di aver utilizzato voli di Stato in modo improprio in almeno 35 occasioni, come emerso dall'avvia dell'inchiesta dalla Procura di Roma che ipotizza il reato di abuso di ufficio.

Era stata la Corte Dei Conti a mettere nero su bianco che l'uso dei voli di Stato di Matteo Salvini quando era Ministro dell'Interno in 35 casi poteva essere giudicato improprio, pur non avendo riscontrato danni erariali da parte del leader della Lega.

35 voli presi da Matteo Salvini - 20 con aereo P.180, 14 con elicotteri della Polizia di Stato e uno con aereo P.180 dei Vigili del Fuoco - sarebbero stati autorizzati "fuori da quanto prevedono le leggi vigenti". Quei velivoli, destinati allo "svolgimento dei compiti istituzionali ovvero di addestramento", potevano essere utilizzati solo in casi eccezionali dalle più alte cariche dello Stato, ovvero dal Presidente della Repubblica, dai Presidenti di Camera e Senato, dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Presidente della Corte costituzionale.

E Matteo Salvini non ricopriva nessuna di quelle alte cariche dello Stato quando è salito a bordo dei velivoli per raggiungere le destinazioni più disparate sul territorio italiano, agganciando impegni istituzionali ad iniziative legate alla Lega.

Salvini, intervenuto oggi a Catanzaro per inaugurare la nuova sede della Lega, si è così difeso:

Voli di Stato per cose di partito? No, tutti i voli di Stato, erano organizzati in giorni cui c'erano presenze istituzionali, da Platì a Reggio Calabria, io non prendo il volo di Stato per andare in vacanza, a differenza di quanto fa qualcun altro.

Poi sottintende di essere in qualche modo perseguitato: "Mi hanno indagato per i voli di Stato, perché da ministro che si occupa di polizia e vigili del fuoco, andavo a inaugurare le caserme". No, non l'hanno indagato perchè andava ad inaugurare le caserme: l'hanno indagato perchè secondo la Corte Dei Conti l'uso di quei velivoli in almeno 35 occasioni sarebbe stato illegittimo, al di là di quali furono le destinazioni.

L'ex Ministro dell'Interno sostiene di non vedere l'ora di andare in tribunale, anche se alla prima occasione buona per farlo aveva preferito trincerarsi dietro il voto dei suoi colleghi senatori:

Non vedo l'ora di andare nei tribunali, ho già la querela di Carola Rakete, di Saviano, della sorella di Cucchi. Ho un processo per sequestro di persona, mi ha querelato la Ong dei centri sociali, abuso d'ufficio, diffamazione, istigazione all'odio razziale, vilipendio. L'unica cosa che mi dispiace, con i problemi che ha la giustizia italiana, è che si spendano migliaia e migliaia di euro per provare a processare Matteo Salvini, quando magari c'è qualche 'ndranghetista che passeggia tranquillo per la Calabria.

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