Piazza Fontana, Mattarella: "Strappo lacerante. Depistaggi di una parte dello Stato doppiamente colpevoli"

Il discorso del Presidente della Repubblica a Palazzo Marino.

Nel giorno del 50° anniversario della strage di Piazza Fontana che provocò 17 vittime, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato al Consiglio comunale straordinario a Palazzo Marino, davanti ai famigliari del commissario Luigi Calabresi e del ferroviere anarchico Pino Pinelli, considerato la 18esima vittima della strage e al quale è stato dedicato un albero, inaugurato ieri a San Siro dal sindaco Beppe Sala.

Durante il suo discorso Mattarella ha ricordato brevemente che cosa stava succedendo alla fine degli anni '60 in Italia e al terrore che attanagliava il Paese e i 145 attentati dinamitardi del 1969:

"Siamo qui, oggi, perché avvertiamo il dovere di ricordare, insieme, avvenimenti per i quali si è fatta verità e si è cercata giustizia, tra difficoltà e ostacoli, e sovente giungendo a esiti insoddisfacenti e vani. L’identità della Repubblica è segnata dai morti e dai feriti della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Un attacco forsennato contro la nostra convivenza civile prima ancora che contro l’ordinamento stesso della Repubblica. Uno strappo lacerante; recato alla pacifica vita di una comunità e di una Nazione, orgogliose di essersi lasciate alle spalle le mostruosità della guerra, gli orrori del regime fascista, prolungatisi fino alla repubblica di Salò, le difficoltà della ricostruzione morale e materiale del nostro Paese"

Poi Mattarella ha ricordato i magistrati che hanno indagato sulla strage e l'importanza dell'operato dei famigliari delle vittime in questi anni:

"Desidero ricordare Vittorio Occorsio ed Emilio Alessandrini, magistrati che avevano indagato sulla strage di Piazza Fontana, assassinati pochi anni dopo, l’uno da terroristi di destra, l’altro da terroristi di sinistra. Ma i tentativi sanguinari di sottrarre al popolo la sua sovranità sono falliti. La Repubblica è stata più forte degli attacchi contro il popolo italiano. La violenza terroristica ha sottoposto a dura prova la coscienza civica dei nostri concittadini. Il comune sentimento di unità, patriottismo, solidarietà, è stato, con dolore ma con fermezza, più consapevole e più saldo dopo quegli assalti. Cinquanta anni dopo Piazza Fontana sentiamo, assieme ai familiari delle persone assassinate in quella circostanza, il dolore profondo per una ferita non rimarginabile recata alla nostra convivenza. Convivenza che si riconosce in pieno nell’Associazione dei familiari che, in questi anni, l’ha ben rappresentata reclamando verità e giustizia e preservando memoria"

Il Capo dello Stato ha anche parlato dei depistaggi e delle manipolazioni che ci sono state riguardo questa triste vicenda:

"Immersi in pieno nella storia d’Italia, di cui l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura rappresenta una pagina triste, indelebile, affermiamo il dovere del rispetto di una memoria collettiva, in una vicenda di cui si conoscono origini e responsabilità. Disinvolte manipolazioni strumentali del passato, persistenti riscritture di avvenimenti, tentazioni revisioniste alimentano interpretazioni oscure entro le quali si pretende di attingere versioni a uso settario, nel tentativo di convalidare, a posteriori, scelte di schieramento, opinioni di ieri"

E ha aggiunto:

"Nelle vittime di Piazza Fontana trova radice l’interrogarsi del Paese sulla propria natura e sul suo destino. Quella stagione fu specchio dell’anima, della sofferenza del nostro popolo, chiamato a rafforzare una fedeltà laica e civile ai valori della Costituzione: il patto di cittadinanza - basato su principi fondativi, ideali civili, storia plurale ma comune - lasciatoci in eredità dalla Lotta di Liberazione. Una fedeltà chiesta anzitutto ai servitori dello Stato: uomini degli apparati di sicurezza, Forze Armate, Magistratura, incaricati dalla comunità di vegliare sulla serenità del vivere civile. Non si serve lo Stato se non si serve la Repubblica e, con essa, la democrazia. L’attività depistatoria di una parte di strutture dello Stato è stata, quindi, doppiamente colpevole. Un cinico disegno, nutrito di collegamenti internazionali a reti eversive, mirante a destabilizzare la giovane democrazia italiana, a vent’anni dall’entrata in vigore della sua Costituzione. Disegno che venne sconfitto"

Mattarella ha anche sottolineato l'importanza di ricordare quanto successo per evitare che si ripetano situazioni del genere:

"Il ricordo delle vittime di piazza Fontana sollecita ancor di più la Repubblica ad affermarne la permanente validità. Ciascun popolo porta, nel proprio intimo, le stimmate di una autobiografia fatta di eroismi, gioie, viltà, dolori, atti di coraggio e misfatti. Su di essi occorre saper fare, con rigore, verità e giustizia. Nel momento in cui facciamo memoria delle vittime di piazza Fontana - e con loro, con commozione, di Giuseppe Pinelli, del Commissario Luigi Calabresi, dei quali saluto i familiari presenti - sappiamo di dover chiamare le espressioni politiche e sociali del Paese, gli uomini di cultura, l’intera società civile, a un impegno comune: scongiurare che si possano rinnovare in Italia le fratture terribili in cui si inserirono criminalmente quei fatti. Il destino della nostra comunità non può essere preda dell’odio e della violenza. Per nessuna ragione la vita di una sola persona può essere messa in gioco per un perverso disegno di carattere eversivo"

Foto © Quirinale

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