Cambiamenti climatici, flop del Cop25. Greta: "non ci arrendiamo"

La conferenza delle Nazioni Unite sul clima si è chiusa con una fumata nera. Le posizioni dei delegati dei 196 Paesi partecipanti alla Cop25 sono risultate troppo distanti per raggiungere anche solo un compromesso. A nulla sono serviti neanche i "tempi supplementari", ovvero i due giorni in più di confronto rispetto a quelli inizialmente previsti.

Gli allarmi lanciati dalla comunità scientifica sui pericoli del riscaldamento globale sono rimasti inascoltati, nonostante le energie messe in campo anche dagli ambientalisti che da tempo hanno cercato di fare da megafono organizzando manifestazioni in tutto il mondo.

Il nodo principale resta sempre l'art. 6 dell'Accordo di Parigi sul mercato del carbonio. Il vertice si è chiuso con una dichiarazione di intenti al ribasso e un generico appello a "fare sforzi più ambiziosi". La questione, cruciale per la sostenibilità ambientale, è stata dunque rinviata al giugno prossimo, quando i delegati torneranno ad incontrarsi a Glasgow, in Scozia, dove l'opposizione di Usa, Brasile, India e Cina tornerà a farsi sentire.

L'attivista Alden Meyer della Union of Concerned Scientists ha commentato amaramente il fallimento di Madrid: "Sono stato presente ai negoziati sul clima sin dalla loro istituzione nel 1991, ma non ho mai visto come qui a Madrid un totale scollamento tra le richieste degli scienziati e delle persone di tutto il mondo e quello che i negoziatori stanno cercando di ottenere".

Una severa condanna è arrivata anche da Greenpeace: "L'esito della Cop25 è completamente inaccettabile. I progressi che ci si auspicava emergessero dalla Cop25 siano stati ancora una volta compromessi dagli interessi delle compagnie dei combustibili fossili e di quelle imprese che vedono in un accordo multilaterale contro l’emergenza climatica una minaccia per i loro margini di profitto. Durante questo meeting la porta è stata letteralmente chiusa a valori e fatti, mentre la società civile e gli scienziati che chiedevano la lotta all'emergenza climatica venivano addirittura temporaneamente esclusi dalla Cop25. Invece, i politici si sono scontrati "sull’Articolo 6" relativo allo schema del commercio delle quote di carbonio, una minaccia per i diritti dei popoli indigeni nonché un'etichetta di prezzo sulla natura. Ad eccezione dei rappresentanti dei Paesi più vulnerabili, i leader politici non hanno mostrato alcun impegno a ridurre le emissioni, chiaramente non comprendendo la minaccia esistenziale della crisi climatica".

Poco prima di conoscere gli esiti finali anche Greta Thunberg aveva commentato le notizie provenienti da Madrid, promettendo di continuare ad impegnarsi nella sua lotta: "Sembra che la Cop25 a Madrid stia andando in pezzi. La scienza è chiara, ma la scienza viene ignorata.Qualsiasi cosa accada, noi non molleremo mai. Abbiamo appena cominciato".

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