Manovra: saltano gli emendamenti su cannabis light, tobin tax e mercato tutelato

La Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha dichiarato inammissibili 15 misure approvate dalle varie commissioni per entrare a far parte del testo della Manovra finanziaria. Tra queste spiccano la Tobin Tax, il rinvio della fine del mercato tutelato per il settore energetico ed anche la "liberalizzazione" della canapa con thc inferiore allo 0,5%.

Le norme sono state dichiarate inammissibili perché estranee alla materia della legge finanziaria, una scelta molto discutibile che è stata particolarmente contestata in aula, soprattutto per quello che riguarda la norma sulla cannabis, pensata per tutelare agricoltori e imprenditori che hanno già fatto investimenti in questo settore e che, di conseguenza, pagano regolarmente le tasse sui loro utili.

A chiedere una verifica sull'ammissibilità in questo caso è stata la Lega di Salvini, che ha salutato come un successo la decisione della Casellati. Per quanto le evidenze scientifiche dimostrino l'esatto contrario, Salvini ha parlato nuovamente a sproposito di droga e di Stato spacciatore presentando questa come una vittoria per il suo partito: "Ringrazio la presidente a nome di tutte le comunità di recupero d'Italia. Evitata la vergogna dello Stato spacciatore".

La decisione presa dalla Casellati su questa materia appare singolare; sembra molto di più una decisione politica piuttosto che una tecnica come ha sottolineato anche il senatore Mantero (M5S), primo firmatario dell'emendamento: "Siamo molto dispiaciuti per la decisione presa e del comportamento delle opposizioni che dimostrano estrema ignoranza in materia festeggiando con un applauso la cancellazione di questa norma. Questo emendamento, è bene precisare, non riguarda la droga ma va ad incidere sugli agricoltori. In Italia ci sono 3mila aziende che coltivano la canapa, che non delocalizzano e che danno da lavorare a 12mila persone. Quindi l'applauso che le opposizioni hanno fatto in Aula, lo hanno fatto in faccia agli agricoltori italiani. Mi aspetto ora che la presidenza del Senato metta in calendario alla prima seduta utile la richiesta di urgenza, sottoscritta da 50 senatori, di modifica del testo sulla canapa industriale".

Molto discutibile anche la scelta di bloccare la tobin tax, che avrebbe introdotto un'aliquota dello 0,04% su alcuni tipi di transazioni finanziarie online, che sembra invero perfettamente coerente con la materia della legge di bilancio.

Ancora più preoccupante, per la sorte di moltissimi consumatori, la scelta di stralciare l'emendamento sullo slittamento della fine del mercato tutelato per l'energia dal luglio 2020 al primo gennaio 2022. Il Movimento 5 Stelle in campagna elettorale aveva promesso di modificare il Ddl sulla concorrenza con il quale si era deciso di mandare in soffitta il mercato tutelato (o a maggior tutela), ovvero quello per il quale le tariffe sono stabilite dall'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente.

Il mercato libero già esiste ed è oggettivamente incomprensibile che si voglia imporre a tutti gli utenti, famiglie comprese, l'obbligo di adottarlo. È un'iniziativa che non porta alcun vantaggio reale ai consumatori e che, anzi, permetterà ai competitor del settore energetico di fare cartello creando un danno agli utenti che non avranno più un punto di riferimento per valutare le tariffe proposte, molto spesso già presentate in modo poco trasparente.

Il rinvio al gennaio 2022 sarebbe dovuto servire per ripensare integralmente la norma, anche perché la Direttiva UE sulla concorrenza non ha mai imposto - a differenza di quanto sostenuto dal Governo Renzi nel 2015 - di abolire il mercato tutelato, che può serenamente convivere con quello libero. Non si può far altro che sperare che il Governo ponga presto rimedio a questo scempio, del quale la maggior parte degli italiani non ha ancora avuto contezza.

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