Paragone: "Voto 'no' alla Manovra. È imposta dall'Europa"

paragone governo bennato

Solo ieri Gianluigi Paragone aveva smentito le voci circa il suo imminente passaggio al gruppo della Lega, sostenendo di aver votato contro la risoluzione della maggioranza sulle modifiche al Mes proprio per restare in sintonia con il programma del Movimento 5 Stelle. Oggi, entrando al Senato per il voto di fiducia sulla manovra finanziaria, ha annunciato che voterà insieme alla minoranza: "Voto no, è chiaro, questa è una manovra imposta dall'Europa. Io credo di essere coerente con un programma elettorale che parlava di politiche espansive".

Sarà probabilmente questo l'ultimo atto di Paragone da senatore del Movimento 5 Stelle, che già l'ha "graziato" quando si astenne in occasione del voto di fiducia nei confronti di questo Governo.

Paragone, evidentemente destinato a finire nel Gruppo Misto, è convinto di essere dalla parte della ragione: "Sono loro che devono dire che il programma elettorale è una truffa, io faccio esattamente quello che c'è scritto lì. Voto no in dissenso, perché io ci metto la faccia. Io sto facendo quello che è scritto sul programma. È il movimento che sta andando da un'altra parte; ha preso il 33% di voti parlando politiche espansive e addirittura di uscire dalla moneta unica".

Dopo aver perso in settimana Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi, il Movimento 5 Stelle da stasera avrà un senatore in meno. La maggioranza a Palazzo Madama inizia seriamente a scricchiolare.

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