Libia, Di Maio a Tripoli: "soluzione non può essere militare"

Luigi Di Maio taglio dei parlamentari alla faccia di salvini

Luigi Di Maio è atterrato questa mattina a Tripoli dove ad accoglierlo ha trovato il suo omologo Mohammed Taher Syala, con il quale ha avuto un primo colloquio e al quale, secondo indiscrezioni, avrebbe ribadito il punto di vista dell'Italia - sul quale, come noto, concordano anche Francia e Germania - circa il fatto che la soluzione della crisi non possa essere militare.

Di Maio ha poi ribadito lo stesso appello anche al Presidente Fayez al-Sarraj ed al Ministro degli Interni, Fatih Bashaga. Subito dopo Di Maio si sposterà a Bengasi, per incontrare la controparte, vale a dire il generale Khalifa Haftar.

Non si parlerà solo della crisi interna, ma anche dell'accordo firmato dal al-Sarraj con la Turchia per lo sfruttamento delle risorse marittime, che potrebbe trasformarsi in un appoggio militare adesso che il generale Haftar ha a sua disposizione le forze speciali del Wagner Group, l'esercito privato russo che è "vicino", per così dire, al Cremlino.

Al termine dell'incontro tra Conte, Merkel e Macron di 4 giorni fa, i tre leader avevano già lanciato il loro appello: "le parti libiche e internazionali ad astenersi dall'intraprendere azioni militari e ad impegnarsi genuinamente per una cessazione complessiva e duratura delle ostilità e a riprendere con impegno un negoziato credibile sotto l'egida dell'Onu".

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