Commissione banche, Lannutti (M5s) non ritira la candidatura: il figlio lavora per la Popolare di Bari

Nuove tensioni nella maggioranza di governo, a pochi giorni dall'accordo trovato nulla manovra finanziaria. Stavolta lo scontro è legato alla commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, per la precisione alla sua presidenza e al nome del senatore pentastellato Elio Lannutti, scelto da M5S per guidare la commissione.

Ci sono volute poche ore per scoprire un conflitto di interessi piuttosto evidente: Alessio Lannutti, figlio del senatore M5S, è impiegato presso l'Ufficio Enti della sede romana della Banca Popolare di Bari, l'istituto di credito al centro del salvataggio da parte dello Stato.

Lannutti non ha nessuna intenzione di ritirare la propria candidatura nonostante gli appelli arrivati dal Partito Democratico e da Italia Viva, già contrari a priori alla sua nomina. Lo spettro di quel conflitto di interessi non ha fatto altro che inasprire le tensioni, ma il Movimento 5 Stelle non sembra propenso a revocare la nomina. Daniele Pesco, senatore pentastellato nonché presidente della Commissione Bilancio al Senato, lo conferma:

Penso che Elio Lannutti sia la persona con gli skills maggiormente adeguati per quel ruolo quindi noi insisteremo con Elio Lannutti.

Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio si trova in Libia e in queste ore Beppe Grillo è giunto a Roma insieme a Casaleggio anche per incontrare il senatore Lannutti. Al momento non ci sono annunci ufficiali, ma è evidente che senza i voti del PD e di Italia Viva la nomina di Elio Lannutti non avrà mai il via libera.

M5S potrebbe quindi decidere di fare un altro nome - si parla già di una rosa di tre candidati alternativi - che potrebbe mettere d'accordo anche le altre forze al governo.

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