Commissione banche, senatore Lannutti (M5S) rinuncia dopo le polemiche sul figlio: "Ora basta alibi"

Luigi Di Maio con Elio Lannutti

Dopo le polemiche sulla sua candidatura alla presidenza della commissione parlamentare sulle banche, il senatore del M5S Elio Lannutti rinuncia. Il figlio lavora nella Popolare di Bari, l’ultima grande banca del Sud in crisi nera causa gestione a dir poco allegra (si parla di un crack che ha bruciato 1,5 miliardi di risparmi) e salvata dalla mano pubblica.

Il senatore ha resistito un paio di giorni, poi ha gettato la spugna: "L'unica ragione che mi ha spinto a fare un passo indietro rispetto alla candidatura a presidente della commissione Banche è stata quella di non fornire più alcun alibi". Lannutti su Facebook precisa che la decisione "non dipende in alcuna misura dalla posizione lavorativa di mio figlio e, men che mai, da un inesistente conflitto di interesse" ma dal fatto che la commissione "deve assolutamente partire".

A Lannutti non è bastato spiegare che il figlio è solo un semplice impiegato della banca, mica un manager: "Il mio rispetto nei confronti dei cittadini e in primis del Parlamento (...) è tale che non farei mai nulla che possa arrecare il minimo danno. Le istituzioni vengono prima dei nomi e di qualsiasi carica, sempre. I cittadini attendono che la commissione possa operare già da troppo tempo: la politica si assuma le proprie responsabilità, faccia partire i lavori e affronti i nodi legati al sistema bancario, fornisca risposte esaurienti ai risparmiatori truffati e individui eventuali soggetti che abbiano agito contro coloro che avrebbero dovuto tutelare".

"Grazie ai colleghi 5 Stelle e non"

Lannutti ringrazia poi i colleghi pentastellati "e non" per la solidarietà e la stima dimostrata in questi giorni. La sua candidatura a presidente della commissione banche era in realtà osteggiata dal resto della maggioranza che tra l’altro non ha ancora perdonato al senatore un tweet ritenuto antisemita e per il quale il parlamentare era già finito nella bufera, salvo poi smentire qualsiasi intento razzista-complottista.

Procura apre decine di fascicoli per truffa aggravata

Intanto la Procura di Bari ha aperto decine di fascicoli d’inchiesta, per ora a carico di ignoti, a seguito delle singole denunce presentate dai risparmiatori della Popolare di Bari che si sentono raggirati. L’ipotesi di reato è truffa aggravata.

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