Mosca, attacco vicino sede dei servizi segreti: identificato l'assalitore


Le autorità russe hanno fatto sapere di aver identificato l'uomo che ieri pomeriggio ha aperto il fuoco nei pressi della sede dei servizi segreti russi (Fsb), nel centro di Mosca, non distante dal Cremlino.

Il bilancio ufficiale della sparatoria - l’ultimo dopo le versioni contrastanti circolate ieri - parla di due morti: un agente della polizia stradale e l'assalitore che avrebbe agito da solo e che sarebbe stato ucciso dalle forze di sicurezza. Cinque persone sono rimaste ferite in modo grave, quattro agenti federali e un civile.

L’assalitore è stato identificato in un cittadino russo di 39 anni, una ex guardia originaria di Podolsk, città a 40 chilometri da Mosca. L’uomo aveva in casa, secondo quanto comunicato dalla polizia, sette pistole detenute legalmente.

L'attacco si è consumato nel giorno dell'anniversario della nascita della Cheka, la polizia segreta sovietica creata da Lenin, poi diventata Kgb e oggi Fsb, e mentre Putin stava parlando proprio dei servizi di sicurezza durante il suo discorso di fine anno (un comizio-show di 4 ore), elogiando il loro lavoro che ha "evitato 33 attacchi terroristici" nel 2019.

Sparatoria davanti sede Fsb a Mosca, 2 morti e diversi feriti: "È terrorismo"

19 dicembre 2019 - Incubo terrorismo a Mosca. Sarebbe stato un solo uomo armato (e non tre come era trapelato all’inizio) ad aprire il fuoco oggi pomeriggio nelle immediate vicinanze della sede del Fsb, il servizio segreto russo, che si trova nel centro della capitale, in piazza Lubyanka.

Le informazioni sono contraddittorie anche sul numero delle vittime: ci sarebbero almeno due morti, un uomo dei servizi di sicurezza e l’assalitore. L’attacco, che le autorità russe classificano come "terroristico", avviene nel giorno della tradizionale conferenza stampa di fine anno del presidente Vladimir Putin.

L’aggressore, armato di kalashnikov, secondo una prima versione dei fatti si sarebbe messo a sparare nella sala d’ingresso al pubblico della sede Fsb prima di essere "neutralizzato" dalle Teste di cuoio. Nella sede dei servizi segreti pare fosse in corso un ricevimento. La sparatoria sarebbe poi proseguita fuori, in strada.

Altri media locali scrivono che invece tutto sarebbe iniziato nella vicina piazza Vorovskogo. L’ufficio stampa del Servizio di sicurezza federale ha poi smentito sia che gli aggressori fossero tre sia che l’unico responsabile dell’attacco fosse riuscito a entrare nell’edificio del Fsb. La sparatoria sarebbe avvenuta davanti a un palazzo adiacente a quello dei servizi segreti. Le persone rimaste ferite sarebbero cinque.

L’intera area è stata isolata e interdetta al traffico. Sospesa anche la copertura dei telefoni cellulari. Si indaga ora su identità dell’assalitore e movente dell’attacco.

(in aggiornamento)

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