Caso Gregoretti, la Lega lancia la campagna "Complice di Salvini"

Il nuovo statuto della Lega è stato approvato all'unanimità durante il congresso federale del partito che si è tenuto oggi a Milano. A differenza della versione in vigore dal 2015, lo statuto approvato oggi rivede in parte la figura del suo storico fondatore Umberto Bossi, che rimarrà presidente a vita della Lega, ma non avrà alcun potere.

In caso di dimissioni del segretario, ruolo che oggi è ricoperto da Matteo Salvini, non sarà più Bossi ad "assumere i poteri e le competenze del consiglio federale" e "convocare entro 120 giorni il congresso straordinario degli organi elettivi", ma sarà una nuova figura: il commissario federale con pieni poteri, che si occuperà di gestire il periodo di transizione verso il nuovo congresso.

Salvini ha approfittato del palco di Milano per annunciare che la nuova Lega sarà un partito aperto a tutti - "tiene le porte chiuse fa il male del movimento" - a patto che questa apertura sia fatta con intelligenza. Il leader, però, ha anche illustrato la strategia leghista nel caso in cui il Senato decida di autorizzare il processo nei suoi confronti per il blocco della nave Gregoretti.

La strategia coinvolge tutti i sostenitori della Lega e di Matteo Salvini ed è già partita sui social: "Propongo al congresso di autodenunciarci in massa se dovessero procedere". Se l'idea è quella che tutti i membri del congresso vadano a denunciarsi per gli stessi reati che Salvini avrebbe commesso, la macchina propagandistica leghista ha già diffuso sui social le immagini che gli utenti dovrebbero utilizzare per manifestare pubblicamente il proprio sostegno a Salvini:

#iostoconSalvini

Posted by Lega - Salvini Premier on Saturday, December 21, 2019

Complice di Salvini. Ho chiesto io a Salvini di bloccare gli sbarchi. L'ho fatto votando democraticamente Lega.

Una campagna pressoché inutile, che servirà soltanto a rafforzare l'orgoglio leghista e fare pulizia di amicizie su Facebook. L'aver votato Lega non costituisce un'autorizzazione per il suo leader, Ministro dell'Interno fino allo scorso settembre, a violare la legge per ottenere consensi facili e tenere bloccate in mare persone in gravi difficoltà.

Sarà la magistratura ad esprimersi sulla vicenda se e quando il Senato deciderà di concedere l'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, al di là di quello che una parte dell'opinione pubblica, fomentata da iniziative del genere, possa pensare.

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