Foto con l'uomo fermato dietro le sbarre: polemiche sulla polizia locale di Opera

Il caso di Natale Hjorth e le sue conseguenze non sembrano essere stati d'insegnamento alla Polizia Locale di Opera, alle porte di Milano, che oggi via Facebook ha pubblicato la foto di una persona in stato di fermo dietro le sbarre con tanto di due agenti in posa davanti alla cella.

Lo scatto, che quattro ore dopo la sua pubblicazione risulta ancora online, è stato accompagnato da una descrizione:

Stamattina a seguito di segnalazioni da parte di cittadini, che lamentavano un soggetto teso ad infastidire le persone nell'area mercato di Opera, personale del Corpo è intervenuto per le attività di rito. La persona è in stato di fermo e sono in corso gli accertamenti.

La Polizia locale di Opera è solita pubblicare foto di eventi e operazioni condotte sul territorio sulla propria pagina Facebook, ma mai prima d'ora era arrivata a pubblicare la foto di un uomo in gabbia, tra l'altro innocente fino a prova contraria.

Almeno stando alla descrizione fornita dalla stessa polizia di Opera, l'uomo era appena stato fermato e gli accertamenti erano ancora in corso al momento della condivisione dello scatto e la polemica è montata in pochissimo tempo, anche sulla stessa pagina Facebook della polizia.

Stamattina a seguito di segnalazioni da parte di cittadini, che lamentavano un soggetto teso ad infastidire le persone...

Posted by Corpo Polizia Locale Comune di Opera on Saturday, December 21, 2019

Il codice penale è molto chiaro su questo punto e chi dovrebbe farlo rispettare non sembra esserne a conoscenza: "È vietata la pubblicazione dell'immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all'uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica, salvo che la persona vi consenta".

Qualcuno potrebbe obiettare che prima di pubblicare quell'orribile scatto il volto dell'uomo fermato è stato oscurato, ma è sufficiente fare un giro nei commenti per scoprire che almeno a livello locale è già stato identificato da quello scatto.

Come se non bastasse, a metterci il carico è stato il primo cittadino di Opera, Antonino Nucera, eletto col centrodestra, che sul proprio profilo Facebook ha elogiato il lavoro degli agenti:

Molestatore seriale, pluripregiudicato e con provvedimento di espulsione a carico è stato arrestato questa mattina dagli Agenti della Polizia Locale di Opera presso l'area mercato comunale mentre molestava alcuni passanti che si rifiutavano di consegnargli soldi.

Poche ore dopo il sindaco ha rincarato la dose:

La mia solidarietà agli agenti della Polizia Locale di Opera, vittime di una speculazione giornalistica a difesa di un molestatore, pluripregiudicato, con in capo un provvedimento di espulsione e accusato di nuove molestie oltre che aggressione a pubblico ufficiale. Se il giornalista non si fosse fermato all'immagine, tra l'altro oscurata e priva di generalità che lascino in qualche modo risalire all'identità del criminale già condannato fino al terzo grado, avrebbe potuto assumere tutte le informazioni necessarie per un pezzo di cronaca ( compresa l'aggressione agli agenti) e non di mera speculazione politica.

La mia solidarietà agli agenti della Polizia Locale di Opera, vittime di una speculazione giornalistica a difesa di un...

Posted by Antonino Nucera on Saturday, December 21, 2019

Nessuno ha messo in dubbio il lavoro degli agenti, è quello che è venuto dopo a suscitare lo sdegno. Al di là dei reati commessi dall'uomo, per quanto terribili possano essere, qual è il senso e qual è l'utilità di uno scatto del genere? Mostrare gli agenti-eroi che hanno fatto il proprio lavoro? Non sarebbe stato sufficiente dare la notizia del fermo senza mostrare quello che ha tutta l'aria di essere una sorta di trofeo?

Come accaduto anche con la vicenda di Natale Hjorth, la propaganda della destra italiana evita accuratamente di centrare il punto e trasforma lo sdegno di una parte dell'opinione pubblica in un presunto attacco al lavoro degli agenti di polizia.

Al momento non si hanno notizie di eventuali indagini interne né di provvedimenti nei confronti di chi ha scattato e condiviso quella foto illegale secondo il codice penale italiano.

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