Istruzione, Fioramonti: "Il governo doveva avere più coraggio"

Anche il nuovo esecutivo di Giuseppe Conte ha commesso l'errore dei vari governi che si sono succeduti nel corso degli anni: non dare la giusta priorità all'istruzione, fomentando un trend che porterà ad un'ignoranza sempre più diffusa.

Lo dicono già i dati e le statistiche. Il livello di istruzione è sempre più basso, l'analfabetismo funzionale è più alto che mai e trascurare l'istruzione e l'educazione dei giovanissimi provoca un aumento della povertà economica che si trasmette di generazione in generazione. Sembra averlo capito il ministro dimissionario Lorenzo Fioramonti, che dall'esecutivo di Conte si aspettava di più.

Da qui, dopo l'ennesima manovra finanziaria che ha preferito dare priorità ad altri aspetti, Fioramonti ha deciso di fare un passo indietro. Oggi, all'indomani dell'invio a Conte della lettera di dimissioni, il titolare dimissionario del MIUR ha rotto il silenzio con un lungo ragionamento che non si può non condividere:

Ho accettato il mio incarico con l’unico fine di invertire in modo radicale la tendenza che da decenni mette la scuola, la formazione superiore e la ricerca italiana in condizioni di forte sofferenza. Mi sono impegnato per rimettere l’istruzione - fondamentale per la sopravvivenza e per il futuro di ogni società - al centro del dibattito pubblico, sottolineando in ogni occasione quanto, senza adeguate risorse, fosse impossibile anche solo tamponare le emergenze che affliggono la scuola e l’università pubblica.

Fioramonti sottolinea l'importanza cruciale della scuola e dell'istruzione sul lungo termine, quello che tutti i politici con pochissime eccezioni si ostinano ad ignorare:

L’economia del XXI secolo si basa soprattutto sul capitale umano, sulla salvaguardia dell’ambiente e sulle nuove tecnologie; non riconoscere il ruolo cruciale della formazione e della ricerca equivale a voltare la testa dall’altra parte. Nessun Paese può più permetterselo. La perdita dei nostri talenti e la mancata valorizzazione delle eccellenze generano un’emorragia costante di conoscenza e competenze preziosissime, che finisce per contribuire alla crescita di altre nazioni, più lungimiranti della nostra. È questa la vera crisi economica italiana.

Così, dopo aver visto che neanche il secondo governo di Giuseppe Conte ha dimostrato il coraggio necessario, Fioramonti si è fatto da parte:

Non è stata una battaglia inutile e possiamo essere fieri di aver raggiunto risultati importanti: lo stop ai tagli, la rivalutazione degli stipendi degli insegnanti (insufficiente ma importante), la copertura delle borse di studio per tutti gli idonei, un approccio efficiente e partecipato per l’edilizia scolastica, il sostegno ad alcuni enti di ricerca che rischiavano di chiudere e, infine, l’introduzione dell’educazione allo sviluppo sostenibile in tutte le scuole (la prima nazione al mondo a farlo).
La verità, però, è che sarebbe servito più coraggio da parte del Governo per garantire quella “linea di galleggiamento” finanziaria di cui ho sempre parlato, soprattutto in un ambito così cruciale come l’università e la ricerca. Si tratta del vero motore del Paese, che costruisce il futuro di tutti noi. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c'è la volontà politica.

La sera del 23 dicembre, ho inviato al Presidente del Consiglio la lettera formale con cui rassegno le dimissioni da...

Posted by Lorenzo Fioramonti on Thursday, December 26, 2019
  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO