Paragone espulso dal M5S: "Non vado con la Lega e non penso a scissioni con Di Battista"


AGGIORNAMENTO - Il senatore Gianluigi Paragone dopo aver definito "il nulla" la decisione del collegio dei probiviri ha minacciato di portare il caso nelle aule giudiziarie. Al fattoquotidiano.it il parlamentare ha spiegato che non lascerà il gruppo M5s al Senato, dovranno "cacciarlo" fuori, e che non è sua intenzione passare nelle file del Carroccio - "Come posso passare con la Lega quando la pensa all’opposto di me?" - né fare scissioni con Alessandro Di Battista: "Ora che ho smentito ogni passaggio alla Lega, adesso pensano a un altro scenario. Io difendo me stesso e il programma elettorale su cui ci ho messo la faccia".

Intanto dopo la sua espulsione il M5S è sempre più diviso e in crisi. È di oggi la notizia che altri due deputati hanno lasciato il gruppo alla Camera.

Paragone espulso dal M5S passa alla Lega? "Non posso andare da chi candida Draghi al Quirinale"

2 gennaio 2020 - Gianluigi Paragone, senatore grillino dissidente appena espulso dal Movimento 5 Stelle, passerà tra i banchi della Lega a Palazzo Madama? Il rumor, sempre più insistente, è commentato così dal leader del Carroccio Matteo Salvini: "Porte aperte a chi non vuole morire col Pd".

Ma è lo stesso Paragone, ex direttore de La Padania, che sembra far intendere quale sarà il suo futuro politico. Al direttore del Tg di La7 Enrico Mentana che gli ha chiesto, via Whatsapp, cosa intendesse rispondere a chi lo accusa "di apprestarsi a rientrare nelle file della Lega" il senatore ha detto: "Che non posso andare da chi candida Draghi alla Presidenza della Repubblica o da chi non ha il coraggio di dire che bisogna nazionalizzare autostrade e telecomunicazioni".

Oggi Paragone aveva incassato la piena solidarietà dell'ex deputato 5 Stelle Alessandro Di Battista ("Io sempre d’accordo lui") e la reprimenda del presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra ("Se siamo il nulla perché non sei andato via prima?").

Nelle ultime settimane Paragone oltre a votare contro la manovra di bilancio, aveva criticato a più riprese il capo politico del Movimento Luigi Di Maio, parlando di inadeguatezza della sua leadership. Ieri la notizia della sua espulsione che ormai era nell’aria.

Gianluigi Paragone va alla lega

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