Omicidio Soleimani, Trump: l'Iran non ha mai vinto una guerra. Farnesina: situazione preoccupante


Il raid compiuto dagli Stati Uniti nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, costato la vita al generale iraniano Qassem Soleimani, una leggenda in patria secondo la narrazione di Teheran, getta benzina sul fuoco di un Medio Oriente già arroventato, provocando reazioni di diverso tipo.

Militare e stratega, Soleimani secondo alcuni analisti è stato l’uomo che nell’ultimo quarto di secolo ha ridefinito la geopolitica mediorientale a favore del’Iran. Per un ex agente della Cia, riferisce Rainews, era la persona "più operativa e potente" dell’area, vicinissimo alla guida suprema, l'Ayatollah Khamenei.

I Pasdaran minacciano vendetta

"La gioia di americani e sionisti si trasformerà presto in lutto" minacciano ora i Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione di cui Soleimani era il capo, che promettono vendetta secondo quanto dichiarato dal portavoce Ramezan Sharif.

"Gli Usa comprino bare per i loro soldati. L'appropriata punizione per questo assassinio criminale sarà responsabilità di tutti i combattenti della resistenza nel mondo" è l’appello di Nasrallah, leader di Hezbollah.

Il tweet "ironico" di Trump

Il presidente USA Donald Trump, da cui è partito l’ordine del raid, non sembra credere che Teheran faccia sul serio e in un tweet scrive: "L'Iran non ha mai vinto una guerra, ma non ha mai perso un negoziato!".

Omicidio Soleimani rischia di fomentare il terrorismo

Intanto dalla Farnesina arriva "un forte appello perché si agisca con moderazione e responsabilità, mantenendo aperti canali di dialogo, evitando atti che possono avere gravi conseguenze sull'intera regione". Il ministero degli Esteri italiano prosegue spiegando che "nessuno sforzo deve essere risparmiato per assicurare la de-escalation e la stabilita. Nuovi focolai di tensione rischiano di essere terreno fertile per il terrorismo".

La condanna di Mosca

La morte di Soleimani, nominato nel 1997-98 capo della forza speciale "Al Quds" delle Guardie della rivoluzione, responsabile delle operazioni fuori dal Paese, viene duramente condannata dalla Russia: "Senza dubbio oggi abbiamo assistito alla manifestazione di una nuova realtà, l’omicidio di un rappresentante di un governo di uno stato sovrano, un funzionario statale, in azioni che mancano di basi legali. È una circostanza estremamente importante che porta l’intera situazione su un piano totalmente diverso" ha detto la portavoce del ministro degli esteri di Mosca a Rossiya24.

Nel raid di questa mattina sarebbero rimaste uccise in tutto 12 persone secondo l’ambasciatore iraniano a Baghdad. Tra le vittime c’è anche il vice comandante di un gruppo armato sciita che secondo il segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva coordinato l'attacco all'ambasciata americana nella capitale irachena del 31 dicembre scorso.

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