Rosato (Italia Viva): "Governo non cadrà per sfaldamento 5 Stelle. Fusione PD-M5S? Non ci interessa"

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"Lo sfaldamento del M5S è in atto da tempo e non pregiudicherà la vita del governo": ne è convinto Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva, il quale precisa che a pensarla così è anche Matteo Renzi.

Dopo la "diaspora" che ha portato già una ventina di parlamentari M5S a passare ad altri gruppi, con l’addio dell’ex titolare del Miur Fioramonti e l’espulsione del senatore Paragone a fare da catalizzatori della crisi, anche il premier Giuseppe Conte nei giorni scorsi ha detto al Corriere della Sera di non credere che i problemi interni ai 5 Stelle diventeranno problemi per la tenuta del governo.

Rosato intanto punzecchia gli alleati: "È legittimo che Zingaretti abbia le sue ambizioni. Detto questo, se Pd e 5 Stelle legittimamente intendono fondersi, questo non è un progetto che ci riguarda". Secondo Rosato il M5s "è nato per fare opposizione. Oggi alla prova del governo e di dire dei sì dimostra la sua fragilità".

Sul voto regionale in Emilia Romagna, il 26 gennaio, l’esponente di IV prevede che "Bonaccini vincerà per le cose che ha fatto nei suoi anni di governo, e non per quello che avviene a Roma". Sulla prescrizione, uno dei terreni di scontro tra il partito di Renzi e il Movimento, Rosato sottolinea: "Auspichiamo che la maggioranza trovi un'intesa su un tema su cui è necessario evitare la demagogia giustizialista che poco ha a che fare con la nostra Costituzione. Bisogna rendere più rapidi i processi ed evitare ai cittadini calvari eterni e costosi, che sono imposti dalla norma Salvini-Bonafede sulla prescrizione".

Ma Italia Viva va coi piedi di piombo anche sulla revoca delle concessioni ad Autostrade, altro cavallo di battaglia pentastellato: "Per noi il tema centrale è rimettere in moto l'economia. Lo si fa sbloccando i cantieri e abbassando le tasse. Non facendo scappare gli investitori con norme dal sapore statalistico che non aiutano neanche a risolvere problemi veri, come la responsabilità del concessionario per quello che è avvenuto a Genova".

Questo il clima nella maggioranza alla vigilia del "tagliando" di governo promesso dal presidente del Consiglio per dopo le feste.

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