M5S: scappa anche il deputato Cappellani, Nesci espulsa?

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Il Movimento 5 Stelle continua a perdere i pezzi con una media quotidiana impressionante. Da qui a fine mese Luigi Di Maio avrà ancora parlamentari a disposizione? Il deputato catanese Santi Cappellani, indietro con le rendicontazioni e le restituzioni, se ne va nel gruppo Misto dopo aver annunciato di essere disponibile a restituire parte dello stipendio. Il deputato siciliano si era detto disponibile ma “tecnicamente impossibilitato” a caricare i bonifici sulla piattaforma appositamente deputata dal partito fondato da Grillo e Casaleggio.

“Mi sono dimenticato la password, mi era già capitato lo scorso anno e ora non riesco ad accedere alle pagine che servono per caricare i bonifici”, aveva dichiarato al quotidiano La Sicilia il deputato Santi Cappellani. Dopo poche ore, però, l’annuncio: lascia il Movimento 5 Stelle. “Non avrebbe senso rimanere in una squadra in cui non ci si riconosce più”, fa sapere il parlamentare ormai ex pentastellato. “Avvertivo da tempo la profonda frustrazione” di “non poter rappresentare il temine di cui ci fregiamo” e “non poter rispondere ai territori per non minare gli equilibri di questo o quel governo”. I soldi non sono un problema, dunque, perché appena recupererà la password caricherà tutto in piattaforma (vero?), perché nella mail inviata ai vertici del partito vi sono solo motivazioni politiche.

Nel M5S, che si è “imborghesito, finito in una spirale di autoreferenzialità”, secondo Cappellani non c’è più “ascolto” né “comunicazione”, ma nemmeno qui si riferisce alle comunicazioni dei bonifici da lui non effettuate. Secondo il parlamentare, inoltre, i “facilitatori” voluti dall’alto hanno l’obiettivo di “eliminare ogni voce critica e ogni pensiero pensante”. Inoltre, denuncia che in Sicilia il M5s “è in preda all’anarchia, non vi è una linea comune, molto spesso, e senza confronto, vengono prese posizioni contro i nostri stessi alleati di governo e contro le azioni dei nostri stessi ministri. Gli amministratori locali - insiste - sono abbandonati a se stessi. E mi fermo qui”.

Dalila Nesci esce o viene espulsa dai probiviri?

È da tempo in rotta con i vertici del M5S anche Dalila Nesci. La deputata tropeana, al secondo mandato e quindi non più candidabile con il movimento, aveva provato - contro regolamento - a candidarsi alle Regionali in Calabria, poi si è infilata in una sorta di pasticcio tra i candidati Aiello e Callipo (PD) che ora sembra sostenere. Le sue rendicontazioni sono ferme a febbraio 2019, intanto la deputata calabrese non fa sapere se lascerà spontaneamente il M5S, ma comunque sfida apertamente i probiviri che la potrebbero espellere. Quanto alle restituzioni, dichiara di effettuare donazioni spontanee ad associazioni presenti sul territorio.

“Ho fatto denunce contro la ‘ndrangheta figuriamoci se ho paura dei probiviri - denuncia la Nesci tramite il suo profilo Facebook - . Da questo momento in poi per protesta non rendiconterò più nella piattaforma del M5S: ho già provveduto a fare le prime donazioni di parte del mio stipendio ad associazioni sul territorio impegnate in attività culturali, diritti dei minori e assistenza ai malati”.

“Dovevamo operare una rivoluzione culturale - accusa in un video nel quale la si intravede leggere a fatica un discorso precedentemente scritto - ma le maggiori energie e risorse sono state utilizzate in questi anni per abbassare il discorso politico. Tanto è vero che ci ritroviamo ciclicamente a parlare di rendicontazioni per denigrare qualche parlamentare e distogliere l’attenzione dalle questioni politiche su cui invece bisognerebbe argomentare”. Non è che forse si parla ciclicamente di rendicontazioni e restituzioni, semplicemente perché non restituite?

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