Strage di Bologna, ergastolo all'ex Nar Gilberto Cavallini

L'ex terrorista dei Nuclei Armati Rivoluzionari Gilberto Cavallini è stato condannato oggi all'ergastolo per il suo ruolo nella strage di Bologna del 2 agosto 1980.

A quarant'anni da quell'attentato costato la vita a 85 persone e dopo due anni di processo, l'ex terrorista neofascista già condannato a diversi ergastoli per l'attività criminale durante la sua permanenza nei Nuclei Armati Rivoluzionari, si è visto condannare ancora una volta all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Bologna dopo 45 udienze.

Cavallini, oggi detenuto a Terni in regime di semilibertà, secondo la Procura di Bologna fornì supporto logistico ai due esecutori materiali della strage - Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, già condannati in via definitiva - ospitandoli a Villorba di Treviso prima della strage e fornendo loro documenti falsi e l'automobile usata dai tre per raggiungere Bologna.

Il 67enne, reo confesso degli omicidi commessi tra il 1979 e il 1981, si è sempre dichiarato innocente in relazione alle accuse legate alla strage di Bologna. Anche questa mattina, all'avvio dell'ultima udienza, aveva ribadito ai giudici la propria innocenza:

Sono in carcere dal settembre '83, oltre 37 anni. Sono anni di galera che mi sono meritato, li ho scontati tutti e dovrò scontare ancora. Ho meritato condanne. Ma non accetto di dover pagare quello che non ho fatto, sia in termini carcerari sia di immagine. Tutto quello che abbiamo fatto come Nar lo abbiamo fatto alla luce del sole, a viso scoperto, rivendicando ogni azione. Ci siamo resi conto che quello che abbiamo fatto è stato inutile o comunque sbagliato. [...] Non accetto la falsificazione della nostra storia. Tutto il resto non ci appartiene. Abbiamo lasciato in mezza alla strada molte vite umane, anche di nostri camerati e amici. Se voi pensate che dei ragazzini di poco più di 20 anni siano gli esecutori di ordini di gruppi di potere come la P2 o la mafia, fate un grosso errore.

La condanna è stata emessa poco dopo le 16 di oggi, giovedì 9 gennaio 2020.

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