M5S, le richieste dei senatori: indirizzo riformista e addio al capo politico

Davide Casaleggio e Beppe Grillo

Il Movimento 5 Stelle è ormai in piena crisi. Nelle ultime ore ci sono state nuove defezioni dopo quelle delle ultime settimane e oggi un gruppo di senatori pentastellati ha voluto manifestare il proprio dissenso per l'attuale gestione del Movimento 5 Stelle con una lettera aperta che chiede ai vertici dei cambiamenti ben precisi.

Sono cinque le proposte dei senatori per uscire dall'impasse in cui il Movimento è finito da tempo, a cominciare dallo stop alla figura del capo politico attualmente ricoperta da Luigi Di Maio. M5S dovrebbe invece essere guidato da un organismo collegiale democraticamente eletto, non da una sola persona. Questo porta ad un altro aspetto importante: ci dovrà essere una netta separazione tra le cariche interne al Movimento e quelle di governo.

Questa proposta va ovviamente a cozzare con l'idea di Luigi Di Maio, che non solo rimane saldo al proprio ruolo di capo politico, ma durante le discussioni per la composizione del Conte Bis era pronto a fare incetta di ruoli. I senatori, anche a causa di quello che sta succedendo in queste settimane, sono categorici:

La loro sovrapposizione sta determinando concentrazione di potere e criticità ormai incomprensibili sia per la nostra base che per i cittadini in generale.

Nel mirino del gruppetto di senatori ci sarebbero anche la piattaforma Rouseeau e la gestione da parte di Davide Casaleggio. A controllare e gestire la piattaforma, secondo i senatori, dovrebbe essere lo stesso Movimento 5 Stelle:

La gestione dei dati sensibili, la costruzione degli eventi, l'indicazione dei quesiti, il modo in cui si pongono e tanti altri aspetti [...] devono essere posti sotto il controllo del M5S ed effettuati con metodo democratico.

L'aspetto senza dubbio più importante al di là della riorganizzazione interna è legato all'indirizzo politico di M5S, oggi pressoché assente e delineato di volta in volta. I senatori chiedono al Movimento 5 Stelle di posizionarsi come partito progressista e riformista:

Il Movimento 5 Stelle deve continuare a porsi nel panorama politico attuale come forza profondamente riformista, capace di confrontarsi in maniere aperta e propositiva con tutte le forze progressiste esistenti, siano essere presenti in Parlamento che fuori, soprattutto alla luce dei cambiamenti apportati agli assetti istituzionali con la riduzione del numero dei parlamentari e con la legge elettorale che si avvia ad essere profondamente riformata.

Dal capo politico Luigi Di Maio non è ancora arrivata una replica ufficiale, ma è evidente che la riorganizzazione messa in atto in questi mesi non sta soddisfacendo gran parte degli eletti pentastellati. E con le defezioni dell'ultimo periodo, forse per Di Maio è giunto il momento di mettere in atto una vera rivoluzione interna, mettere da parte l'ego e farsi da parte.

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