Taglio dei parlamentari, raccolte le firme dei senatori per il referendum

Firme anche da parte dei leghisti.

senato approva legge voto di scambio

Servivano le firme di 64 senatori, ne sono state raccolte 71 e tra di esse ce ne sono anche alcune di esponenti della Lega. Stiamo parlando della richiesta di referendum sul taglio dei parlamentari. Le firme sono state “trasversali”, mentre il gruppo di Fratelli d’Italia non ha aderito così come alcuni senatori di Forza Italia vicini a Mara Carfagna, che non ha nascosto la sua contrarietà:

“Quello sul taglio dei parlamentari è un referendum salva-poltrone. È un vero e proprio trucchetto, che ha come unico obiettivo quello di costringere gli italiani a eleggere nuovamente mille parlamentari, anziché seicento. Per questo ai colleghi senatori che mi hanno chiesto un parere ho detto: non prestatevi a un giochino di Palazzo che screditerà la politica, squalificherà Forza Italia, resusciterà il populismo”

C’è anche il caso del senatore del M5S Mario Michele Giarrusso che ha ritirato stamattina la sua firma dalla richiesta di referendum e su Facebook ha spiegato perché:

“La mia posizione è stata strumentalizzata da alcuni e travisata da altri. Rimango dell'idea che dare la parola ai cittadini con un referendum confermativo senza quorum, è una scelta in linea con la nostra storia di impegno per la democrazia diretta. Purtroppo però, queste argomentazioni, non sono state né recepite e né tantomeno comprese. Sciacalli invece si sono subito tuffati nella polemica, solo per gettare fango, senza ritegno alcuno. A me dispiace aver lasciato la bandiera della democrazia diretta, nelle mani di chi non la merita. Peccato”

E tra coloro che hanno ritirato la propria firma ci sono anche due esponenti del PD, Francesco Verdicci e Vincenzo D’Arienzo, che in una nota hanno spiegato:

“Consideriamo un risultato politico importante, per niente scontato, aver raggiunto un accordo che impegna le forze di governo ad approvare una nuova legge elettorale proporzionale ed il deposito del conseguente disegno di legge. Introdurre il proporzionale è l'unico modo per salvaguardare la rappresentanza politica e sociale che è alla base della nostra democrazia rappresentativa e per evitare il rischio di pesanti distorsioni dovuto al taglio dei parlamentari”

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