Tregua in Libia, Di Maio: "Anche l'Italia ha fatto la sua parte"

In una intervista oggi ha parlato della possibilità di inviare i Caschi blu europei in missione di pace, ma ha anche detto che devono decidere i libici.

Luigi Di Maio taglio dei parlamentari alla faccia di salvini

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che in una intervista pubblicata oggi ha esposto la sua idea sull'invio dei Caschi blu dell'Europa in missione di pace in Libia, sottolineando come la decisione debba però essere approvata dai libici, oggi ha spiegato su Facebook quello che sta accadendo e il ruolo che l'Italia sta ricoprendo nella questione libica:

"L’annuncio della tregua del conflitto in Libia da parte del presidente Serraj e del generale Haftar è una buona notizia, perché crea spazio di ulteriore dialogo. La strada da fare è lunga, ma la direzione è quella giusta. Per l’Italia non esiste una risposta militare alla crisi libica e l’unico modo per arrivare alla pace è la soluzione diplomatica. È per questo che abbiamo lavorato incessantemente come Governo, per dare il nostro pieno sostegno alla conferenza di Berlino"

Di Maio ha sottolineato più volte come l'Italia non abbia alcuna intenzione di incoraggiare una guerra, ma, invece, il nostro Paese si opporrà sempre con forza, prediligendo le vie politiche e diplomatiche per risolvere la crisi:

"Coinvolgere tutti gli attori di questa guerra, metterli tutti intorno a un tavolo, è quanto mai importante per giungere a una stabilità del Paese e della regione. Se l’Europa resterà unita come lo è stata in questi giorni, allora potremo fermare ogni ingerenza esterna e soprattutto l’ingresso di armi in Libia. Se è vero che esiste un embargo sulle armi, dobbiamo fare in modo che sia rispettato: via terra, via aerea e via mare"

Di Maio ha poi fatto riferimento alla missine Unifil in Libano, la Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite creata nel 1978 e il cui mandato è stato rinnovato più volte dagli anni '80 agli anni 2000:

"Dobbiamo continuare a coinvolgere i Paesi vicini della Libia, con cui l’Italia mantiene relazioni solide. Dobbiamo continuare a sostenere il dialogo con Mosca e Ankara, affinché l’obiettivo comune della pace sia condiviso e, finalmente, raggiungibile. In un quadro europeo, dobbiamo tenere a modello le missioni di pace, vere, autentiche, come Unifil in Libano"

Il ministro e leader del M5S ha evidenziato come la questione libica non sia solo legata al tema dell'immigrazione:

"La Libia non sono solo migranti. Nel Paese operano numerose cellule terroristiche. La Libia per noi è una questione di sicurezza nazionale e di stabilità dell’intero Mediterraneo. La Libia è la dimostrazione che la guerra genera altra guerra. È per questo che L’Italia non sosterrà mai un altro intervento militare. Dobbiamo imparare dagli errori del passato"

Infine Di Maio ha ribadito quale sarà la linea dell'Italia alla conferenza di Berlino sulla Libia:

"Alla conferenza di Berlino, l’Italia porterà questa linea, per costruire una Libia sovrana, unita e in pace. C’è ancora tanto lavoro da fare. Ma quello di oggi è sicuramente un passo positivo dopo mesi di stallo. Nel raggiungimento di questo primo risultato, anche l’Italia ha fatto la sua parte"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO