Meloni: "Proporzionale? Uno scandalo. Pd vuole eterna ingovernabilità per essere sempre al centro di tutto"


A volte ritornano. Parliamo dell’ipotesi di legge elettorale proporzionale (con una soglia di sbarramento alta, al 5%). La prospettiva non piace per niente a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che al Corriere della Sera dice:

"Riproporre il proporzionale è scandaloso, ma d’altra parte se uno come Franceschini rivendica la volontà di 'fare i governi in Parlamento', è chiaro che sono pronti a tutto. Vorrebbero una eterna ingovernabilità per poter essere sempre al centro di tutto, contro la volontà dei cittadini. Ora mi aspetto che il centrodestra non si presenti in ordine sparso, ma con una proposta unitaria per un sistema con meccanismo maggioritario che dia a chi vince la possibilità di governare. E spero che il capo dello Stato dica per una volta a questi signori che non può sempre e solo prevalere l’interesse di partito su quello degli italiani".

Il problema per Meloni non è la soglia di sbarramento, FdI veleggia ormai sopra il 10% secondo gli ultimi sondaggi, ma proprio il proporzionale in sé, che in teoria garantisce più rappresentanza ma meno governabilità.

Contro il proporzionale ci sono da fare "le barricate" aggiunge la deputata che poi avverte: se il centrodestra vince le Regionali (in Emilia-Romagna e Calabria si vota il 26 gennaio) "un minuto dopo chiederemo di andare alle elezioni".

Meloni si dice poi pronta a difendere Matteo Salvini sulla Gregoretti. FdI scenderà in piazza contro la richiesta di processare il capo del Carroccio per il caso della nave della Marina che l’allora ministro dell’Interno bloccò nel porto militare di Augusta a fine luglio scorso per sei giorni con un centinaio di migranti a bordo.

Per Giorgia Meloni la richiesta del tribunale dei ministri di Catania, ora all’esame della Giunta immunità ed elezioni del Senato, è semplicemente:

"Un'altra vicenda orrenda, indegna di una democrazia avanzata. Nel merito perché Salvini ha fatto il suo lavoro, agendo nel rispetto di quanto ha sempre dichiarato di voler fare con il consenso della maggioranza degli italiani: opporsi all’immigrazione clandestina. Nel metodo, perché se Conte e M5S non erano d’accordo sulla politica dei porti chiusi, perché non l’hanno detto allora? Perché non si sono opposti per mesi al loro ministro 'sequestratore'? Solo per interesse?".

Il voto in Giunta sul processo a Salvini era inizialmente previsto per il 20 gennaio prossimo ma i partiti di maggioranza hanno chiesto un rinvio.

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