Libia, da Haftar sì condizionato alla tregua

AGGIORNAMENTO - Il generale Haftar si dice ora disposto a firmare la tregua con Al Sarraj ponendo però alcune condizioni: turchi fuori dalla mediazione e disarmo completo delle milizie entro novanta giorni. L’uomo forte della Cirenaica chiede anche che i suoi uomini facciano parte di una commissione ad hoc da affiancare all'Onu per monitorare il disarmo. Secondo Al Arabiya Haftar sarà presente alla conferenza di pace di Berlino.

Libia, Haftar non firma la tregua. Erdogan: "Pronto a dargli una lezione"

Il generale Khalifa Haftar ha deciso di non firmare l'accordo per il cessate il fuoco sottoscritto ieri da Fayez al-Serraj. Haftar avrebbe preso questa decisione perché "la bozza di documento ignora molte delle richieste dell'Esercito nazionale libico". Secondo quanto riportato da Sky News Arabia, durante i colloqui di ieri a Mosca, Haftar avrebbe preteso di entrare con le sue truppe a Tripoli per formare un governo di unità nazionale.

Inoltre il comandante dell'Esercito nazionale libico avrebbe anche chiesto un monitoraggio internazionale sull'effettivo rispetto del cessate il fuoco, senza però il coinvolgimento della Turchia che si è schierata in sostegno del Governo di al-Serraj. Infine, avrebbe chiesto per sé l'incarico di comandante supremo delle Forze armate libiche.

Per il momento la tregua delle ostilità iniziata domenica è ancora in vigore, ma sarebbe considerata "molto debole" dallo stesso Haftar. La Conferenza di Berlino, in calendario il prossimo 19 gennaio, dovrebbe tenersi come da programma, anche se sono molti gli attori a considerare questo appuntamento inutile senza un cambio di mentalità radicale da parte di Haftar.

Il più irritato in assoluto è il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che oggi è intervenuto nel corso di una riunione ad Ankara del suo partito, l'Akp, proprio per commentare la presa di posizione di Haftar: "è fuggito da Mosca, dimostrando la sua intenzione di voler continuare la guerra" mentre il premier Fayez al-Serraj si è dimostrato invece "conciliante".

Erdogan si è detto pronto a passare alle vie di fatto: "Se gli attacchi di Haftar continueranno, la Turchia non si risparmierà dal dargli una lezione. La Turchia resterà in Libia fino a quando verrà garantita la libertà e la stabilità dei libici".

Il Presidente turco ha sostenuto di non avere "ambizioni imperialistiche in Libia, in Siria o nel Mediterraneo" perché i suoi occhi "non sono accecati dal petrolio o dai soldi. Il nostro unico obiettivo è quello di proteggere i diritti, la legge e il futuro di noi stessi e dei nostri fratelli".

Per quanto riguarda il rifiuto di Haftar, Erdogan ha ricordato che la Turchia ha rispettato gli impegni persuadendo al-Serraj, e che ora "tocca alla Russia fare la sua parte con Haftar".

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