Bibbiano, la Questura chiede alle Sardine di lasciare la piazza a Matteo Salvini

Matteo Salvini a Pontida con la bambina Greta non di Bibbiano

Potrebbe essere la Lega di Matteo Salvini a spuntarla sul movimento delle Sardine per l'utilizzo della piazza di Bibbiano per il 23 gennaio prossimo, anche se a prenotare per primi quella piazza simbolo erano stati proprio Mattia Santori e gli altri leader delle Sardine.

Quella piazza sembra di vitale importanza per la campagna elettorale di Matteo Salvini, che sui fatti di Bibbiano e gli affidi illeciti della Val D'Enza ha basato gran parte delle cartucce della sua propaganda politica. E proprio per tentare di togliere a Salvini quel palco, le Sardine erano intervenute in anticipo chiedendo, due settimane prima della Lega, l'autorizzazione in Prefettura.

Ora, però, puntando sul fatto che le Sardine non sono un movimento politico, la Questura di Reggio Emilia avrebbe chiesto loro di rinunciare alla piazza per permetterne l'utilizzo a Matteo Salvini e alla Lega. Scrive oggi Il Fatto Quotidiano:

Nonostante siano arrivati per prime, la Questura di Reggio Emilia avrebbe invitato le sardine a cedere la piazza di Bibbiano alla Lega. Sulla base di una regola da campagna elettorale, i partiti hanno la prelazione su qualsiasi spazio pubblico rispetto a associazioni o enti non candidati alla competizione: per questo,e per evitare altre polemiche, alle sardine sarebbe (il condizionale è d’obbligo) stato chiesto di fare un passo indietro.

Oggi la Lega, che ha già annunciato l'evento del 23 gennaio a Bibbiano, presenterà ufficialmente la richiesta per l'utilizzo di quella piazza, come confermato da Gianluca Vinci, segretario regionale della Lega Emilia:

Per legge, per i comizi elettorali, si possono prenotare le piazze da cinque a due giorni prima dell’evento. Dunque faremo richiesta a partire dal 18. Noi abbiamo la precedenza in quanto movimento politico, come stabilisce un protocollo firmato in prefettura, mentre le “sardine” non sono un partito. La loro è una manovra ostruzionista e un’azione da bambini.

La decisione finale spetterà alla Prefettura e alla Questura di Reggio Emilia, ma le Sardine hanno già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di rinunciare: "Noi vogliamo difendere la dignità di un paese composto da gente vera. Tra di noi c’eravamo detti di evitare la “trappola di Bibbiano”, ma sono stati i cittadini della Val D’Enza a chiamarci e a chiederci di fare qualcosa".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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