Libia, Conte insiste: "Opzione militare non è una soluzione"

"Moderatamente ottimista". Così si è definito il Premier Conte rispetto all'esito della Conferenza di Berlino sulla crisi libica. Il Premier italiano confida che questo appuntamento "possa essere una tappa importante per avviare ad una soluzione pacifica e politica della crisi libica, per la quale l’Italia ha sempre lavorato con chiarezza e determinazione".

Conte ha poi nuovamente ribadito che "l'opzione militare non potrà mai portare ad una soluzione definitiva", perché "noi confidiamo che da questa giornata possa nascere, nella condivisione di tutti gli attori, la convinzione che un'opzione militare non potrà mai portare, anche per le caratteristiche dello scenario libico così frammentato, fra milizie e tribù, ad una soluzione definitiva"

In seno alla conferenza di Berlino, ha aggiunto poi il Premier, "noi confidiamo che possa derivare un nuovo impulso anche per il rilancio degli organi politici e istituzionali, in particolar modo il Consiglio presidenziale e il governo, in modo che questi organi rafforzati ed efficacemente funzionanti possano governare questa transizione ad avviare la Libia verso la stabilizzazione definitiva".

Il 'no' all'opzione militare non esclude però che in Libia ci possa essere bisogno di una forza di interposizione e monitoraggio, per la quale l'Italia "è disposta a dare il suo contributo" per "compiere tutte quelle attività che porteranno ad una stabilizzazione pacifica".

Gli obiettivi sono chiari, ma adesso bisognerà attendere la fine dei lavori: "Completiamo la conferenza, auguriamoci che il risultato sia quello per cui abbiamo lavorato e poi sicuramente si porrà il problema di una forza che possa assicurare le operazioni di pace, il monitoraggio. Abbiamo avuto anche uno scambio con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. L'importante è lavorare per questa soluzione, per questo scenario".

Il Premier ha infine anche replicato a Fayez al-Serraj che stamattina ha accusato l'Europa di essere "arrivata tardi". Conte ha rivendicato il lavoro svolto da lui a nome dell'Italia, che è stato fatto anche in rappresentanza dell'Unione Europea.

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