Salvini: "In arrivo terroristi dalla Libia". Qual è la fonte?

Matteo Salvini intervista La Stampa

La campagna elettorale per le regionali è entrata nella settimana decisiva e Matteo Salvini sta impugnando tutte le armi a sua disposizione pur di vincere anche questa battaglia. Ieri ha affermato di essere pronto a farsi processare per il Caso Gregoretti ed oggi l'ha ripetuto, arrivando anche ad infilare nel discorso l'allarme terrorismo. L'ex ministro dell'Interno ha parlato di "41 terroristi siriani" in arrivo dalla Libia:

"Zingaretti dice che il governo è attento alla sicurezza ma dalla Libia annunciano l’arrivo in Italia di più di 41 terroristi siriani. Ci arriveranno in casa grazie ai porti aperti, anche se a rischiare la galera sono io che ho difeso i confini. Il Pd di Zingaretti e Bonaccini è pericoloso e incapace. Questi signori vanno mandati a casa in fretta dalla Calabria, dall’Emilia-Romagna e poi dall’Italia".

Questa presunta notizia Salvini l'ha appresa da Ahmed al Mismari, portavoce del generale Haftar, che è impegnato nella sua lotta interna con il governo di Fayez al-Sarraj, con il quale c'è un costante e reciproco scambio di accuse e di provocazioni nel tentativo di portare dalla propria parte gli attori internazionali.

Il portavoce dell'autoproclamato esercito nazionale libico ha effettivamente pronunciato questa frase nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri, ma questa affermazione merita di essere contestualizzata. Al Mismari ha parlato di "più di 41 terroristi siriani" che "hanno lasciato le coste di Tripoli diretti verso l'Italia con l'aiuto dei trafficanti di esseri umani sostenuti dal Governo di accordo nazionale".

Questa, in realtà, altro non era che una risposta alle parole del presidente turco Erdogan, il quale ha affermato nei giorni scorsi che la caduta del Governo di Fayez al-Sarraj, da lui sostenuto, farebbe riemergere il terrorismo di matrice islamica nel Paese. È in questo contesto di continua delegittimazione reciproca dei due leader libici, fomentata dai rispettivi padrini, che è stata pronunciata questa frase. E non è certo da oggi che le due fazioni si accusano reciprocamente di essere solidali o contigui al mondo del terrorismo islamico.

La presunta notizia data da Ahmed al Mismari non trova in realtà - fortunatamente - alcun riscontro ufficiale; magari è tutto vero, ma saranno semmai i servizi segreti a cercare conferme che possano giustificare un allarme. C'è molta confusione sotto il cielo e sarebbe il caso di non scherzare su temi tanto delicati a fini propagandistici; ma si sa, in campagna elettorale non si butta via niente, e la paura resta uno strumento straordinario per arraffare qualche voto, soprattutto sul fotofinish.

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