Berlusconi a Tropea: "Santelli? Non me l'ha mai data" (VIDEO)

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"Conosco Jole Santelli da 26 anni, ma non me l’ha mai data". Silvio Berlusconi ha aperto così il comizio elettorale in vista delle Regionali in Calabria, tenuto stamane a Tropea (Vibo Valentia). Dalla “Perla del Tirreno”, il leader di Forza Italia ha chiesto i voti per la candidata alla presidenza della Regione (per nulla infastidita dalla battuta a luci rosse, anzi assai compiaciuta) ed ha lanciato strali al governo Conte che dovrebbe dimettersi "se domenica la sinistra dovesse perdere".

Le Feste Natalizie sono ormai passate da un bel po’ di settimane, ma è un Berlusconi in versione Babbo Natale quello che parla ai calabresi. L’ex premier promette di "non far pagare per i primi tre anni nessuna tassa e nessun contributo alle aziende che assumono stabilmente un giovane disoccupato". "Sanità e occupazione - continua - sono i due temi ai quali è dedicata la maggiore attenzione nei nostri programmi per la Calabria. Bisogna realizzare infrastrutture e a queste devono affiancarsi una fiscalità di vantaggio e uno sgravio contributivo per chi assume".

Quelle in programma in Calabria ed Emilia Romagna, secondo l’europarlamentare, hanno una valenza nazionale e in caso di doppia vittoria del centrodestra, la maggioranza di governo dovrà tenerne conto. "Non parlerei di spallata - insiste Berlusconi - parlerei di dimissioni da parte della sinistra e del governo perché dinanzi a una sconfitta alle regionali in Emilia-Romagna e Calabria, qualora rimanessero in carica, non saremmo nemmeno più un Paese democratico. Democrazia infatti significa governo del popolo, della maggioranza del popolo, non governo della minoranza".

Berlusconi: "M5S ormai in crisi"

Nel mirino del presidente di Forza Italia, c’è anche il Movimento 5 Stelle, scosso nelle ultime ore dalle dimissioni di Luigi Di Maio. "Questi governanti sono incollati alle poltrone, se le mollano non sanno più cosa fare. I 5 Stelle sono uno contro l'altro e rimangono una costola della sinistra. Sono alla crisi, una crisi inevitabile anche perché in tutto questo tempo hanno solo approfittato del malcontento e del disgusto di molti cittadini italiani che vedendo la novità avevano sperato in qualcosa di nuovo. Inoltre - conclude - sono spinti nella loro proposta solo ed esclusivamente dall'invidia sociale".

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