Zingaretti vuole portare il M5S in un “nuovo centrosinistra” con il PD come pilastro

Il segretario Dem avrebbe un piano ben preciso.

Governo giallorosso - Conte Di Maio Zingaretti

Sul Corriere della Sera di oggi Maria Teresa Meli parla del piano di Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico, di attrarre il MoVimento 5 Stelle in un “nuovo centrosinistra” in cui però il pilastro siano sempre i Dem. Il cambio ai vertici del movimento fondato da Beppe Grillo, con le dimissioni di Luigi Di Maio dal ruolo di capo politico, potrebbe accelerare un po’ i tempi e proprio lo stesso Grillo potrebbe avere un ruolo centrale, visto che, di fatto, è stato lui a spingere i pentastellati ad accettare l’accordo di governo con il PD. Maria Teresa Meli riporta un virgolettato in cui Zingaretti spiega com’è il nuovo centrosinistra che immagina:

“Il compito primario del PD è promuovere e organizzare un campo largo e democratico per un’alternativa alle destre. È del tutto evidente che questa nostra sfida mette in tensione e apre una discussione all’interno delle forze di governo che, legittimamente, non considerano naturale la loro collocazione in uno schema bipolare, che, inevitabilmente, sta però avanzando e che noi avevamo propiziato. Certamente le dimissioni di Di Maio avvengono in questo quadro di serrato confronto, che noi dobbiamo rispettare e non strumentalizzare. Niente intromissioni inutili e dannose, ma piena considerazione delle difficoltà umane e politiche dei protagonisti di questo confronto”

Zingaretti è dunque convinto che dalla discussione tra i 5 Stelle possa nascere qualcosa di buono e che il M5S possa uscirne con “un ruolo più chiaro e forte”. Sottolinea che tra i pentastellati ci sono posizioni completamente diverse da quelle del PD, ma ce ne sono anche di simili ai Dem. Poi il Presidente della Regione Lazio insiste sul ruolo del proprio partito:

“Il PD è il pilastro del campo democratico. Governa il Paese, dando un contributo di idee e ottenendo, tra mille difficoltà, risultati importanti. Combatte senza subalternità, ma anche senza inutili e dannose prepotenze, peri contenuti programmatici nei quali crede. Incalza l’insieme delle forze democratiche per tentare di costruire nei prossimi anni un’alleanza leale in grado di vincere contro la destra. Altro che subalternità: la buona politica sta cambiando gli scenari e riorganizzando le forze. Il PD è più forte e il campo più popolato di tanti attori diversi”

Ora il prossimo passo in seno al PD è il “rinnovamento radicale del partito dopo un confronto ampio e collettivo con gli iscritti”.

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