Emilia-Romagna, Fontana (Lega): "Disabili e centenari portati ai seggi per far vincere il PD"

Dopo una sconfitta ai seggi arriva generalmente il momento di guardare all'intera campagna elettorale per capire quali sono stati i passi falsi, dove si è sbagliato ed imparare dagli errori per il futuro. Lo hanno fatto e lo stanno continuando a fare il Movimento 5 Stelle, che in Emilia-Romagna e Calabria ha toccato il minimo storico, e il Partito Democratico. La Lega, invece, sembra intenzionata a continuare a fare ciò che ha sempre fatto: dare la colpa agli altri.

È in parte quello che ha fatto in queste ore il Presidente della Lombardia Attilio Fontana, leghista fin dalla prima ora, che nel commentare la sconfitta della Lega in Emilia-Romagna ha puntato il dito contro i cittadini che si sarebbero organizzati in massa pur di far vincere il Partito Democratico:

È stata fatta una mobilitazione degna dei tempi andati, si è vista in televisione gente di più di 100 anni portata ai seggi, disabili accompagnati con i pulmini, una mobilitazione per salvare quel che resta di un'idea che ormai è svanita. [...] Se errore è riuscire ad arrivare al 42% in Emilia Romagna, ben vengano errori di questo genere. Spero che se ne ripetano altri, che si riesca a prendere ancora una massa di voti così imponente. [...] Fin dall'inizio ho detto che per me era già un successo grande poter dire che si poteva combattere ad armi pari, poi è chiaro che se si fosse vinto sarebbe stato sicuramente meglio.

Tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni hanno diritto di voto e per questo, ad ogni elezione, vengono organizzati servizi per permettere anche alle persone disabili o chi ha capacità motorie limitate di recarsi ai seggi. È successo in Emilia-Romagna domenica scorsa, ma accade lo stesso ad ogni elezione. E non sono i partiti a farlo, ma gli stessi cittadini e le organizzazioni attive sul territorio che vogliono garantire a tutti la possibilità di votare.

È evidente che il voto in Emilia-Romagna, con Salvini e la Lega che hanno condotto una campagna elettorale violenta e spesso scorretta, è stato particolarmente sentita da tutti i cittadini e chi magari in passato aveva rinunciato a votare per una serie di motivi, stavolta si è sentito più spronato ad organizzarsi per raggiungere i seggi.

Sottolineare modalità organizzative che servono a permettere a tutti i cittadini di esercitare il proprio diritto di voto è superfluo e può suonare anche infantile. E infatti dal Partito Democratico sono già arrivate le prime repliche, a cominciare da quella del vicesegretario del PD Andrea Orlando, che via Facebook ha tuonato contro le parole di Fontana:

Il presidente della Regione Lombardia si era sempre contraddistinto per la misura rispetto ad alcuni suoi compagni di partito. Dispiace vedere che oggi abbia perso con questa dichiarazione tale cifra: disabili e anziani hanno diritto al voto quanto tutti gli altri cittadini, se un centenario va a votare è anche perchè non vuole che torni l'odio, essendo stato, magari, testimone oculare di ciò che può provocare. Se un presidente di regione, in cui vivono disabili, anziani e molti cittadini che votano per un partito diverso dal suo, si produce in dichiarazione come questa, cessa di essere un uomo delle istituzioni e diventa soltanto un propagandista di partito.

Il presidente della regione Lombardia si era sempre contraddistinto per la misura rispetto ad alcuni suoi compagni di...

Posted by Andrea Orlando on Tuesday, January 28, 2020
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