Prescrizione: la Camera rinvia in commissione la proposta che abroga la riforma, polemiche

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L'Aula della Camera ha rinviato in Commissione giustizia il disegno di legge Costa che blocca la riforma della prescrizione targata Alfonso Bonafede (M5S), entrata in vigore il primo gennaio, in modo di giungere a una "posizione condivisa" come chiesto dal deputato Federico Conte (Leu) prima del voto. La maggioranza ha votato compatta, tranne Italia Viva che non ha preso parte al voto.

Il rinvio in commissione della proposta di legge presentata da Enrico Costa (FI) in tema di prescrizione è stato accolto dall’aula di Montecitorio con 72 voti di differenza. La proposta blocca la riforma e ripristina la prescrizione. Per Mariastella Gelmini di Forza Italia la richiesta di rinvio della maggioranza è però solo "strumentale".

Gli fa eco la deputata azzurra Sandra Savino: "Uno scempio dei regolamenti parlamentari che si aggiunge a uno scempio di un principio di civiltà giuridica. La cancellazione della prescrizione è già in vigore, FI da mesi sollecita il Parlamento a cancellare questo abominio, e la maggioranza gialloverde pensa bene di rinviare in commissione una proposta di legge in quota opposizione. Non si affannino a definire legittimo il rinvio e accusandoci di strumentalità: è talmente palese la ragione di questa forzatura che qualsiasi loro giustificazione assume i contorni del ridicolo".

A spiegare le ragioni della maggioranza è invece Walter Verini (PD): "Consideriamo la legittima iniziativa di Costa un tentativo di colpire il governo e la sua stabilità. Ma è altrettanto legittimo che la maggioranza opponga le sue ragioni a questo disegno. In questo caso, noi non ci limitiamo a rinviare in commissione, noi appoggiamo il rinvio perché contemporaneamente è in corso un lavoro su una cosa che non è secondaria. Siamo al lavoro perché al più presto il consiglio dei ministri approvi una delega con tempi certi e ragionevoli del processo".

Italia Viva si è astenuta: "Anche questa mattina abbiamo ribadito al ministro la nostra contrarietà alla sua riforma su cui chiediamo modifiche sostanziali e lo facciamo dentro la maggioranza. Per queste ragioni scegliamo di non partecipare al voto, per valutare la volontà reale di giungere a una soluzione che sia anche da noi condivisa" ha chiarito la deputata renziana Lucia Annibali.

Il Guardasigilli alla vigilia del voto aveva ammesso le "divergenze nella maggioranza" parlando comunque di "un confronto serrato e leale". La riforma Bonafede prevede lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia nei casi di condanna sia di assoluzione.

Il vicesegretario PD Andrea Orlando dopo i risultati delle regionali in Emilia e Calabria, che hanno visto il M5s scendere ai minimi, aveva detto rivolgendosi agli alleati di governo: "Ora dovrebbero essere più disponibili". Fino a che punto?

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