M5S: gli Stati Generali slittano a dopo il 29 marzo

È lotta interna tra anti-Dem e filo-Dem...

Stati Generali del M5S rinviati

Il MoVimento 5 Stelle ha deciso di rinviare gli Stati Generali a dopo il 29 marzo a causa del referendum sul taglio dei parlamentari, ma probabilmente anche perché al suo interno c'è ancora sostanzialmente il caso. Dopo le dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico del M5S, Vito Crimi è stato nominato reggente fino, appunto agli Stati Generali, fino a quando non sarà eletto un nuovo capo, a meno che non si decida di prendere una decisione diversa.

Nel M5S, infatti, ci sono molte anime e tante idee, molto confuse. C'è chi pensa alla creazione di un ufficio politico con un segretario generale o presidente e altri sei membri e chi pensa a un consiglio con regole ad hoc che sostenga un capo politico, che debba ricoprire a tempo pieno solo quel ruolo. E nel frattempo si cerca anche di capire che cosa ha intenzione di fare questa volta un big come Alessandro Di Battista.

C'è poi chi, come Carla Ruocco e Giorgio Trizzino, vorrebbero far diventare l'assemblea un luogo decisionale in cui si proceda con il voto. Intanto i primi problemi seri da affrontare riguardano le candidature per le prossime elezioni regionali in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto. Da oggi partono le candidature su Rousseau per i ruoli di consiglieri regionali, poi bisognerà scegliere i candidati alla presidenza, ma anche decidere se continuare a correre da soli, strategia che finora non ha portato da nessuna parte, oppure allearsi con il PD. Proprio il rapporto con i Dem è il nodo cruciale all'interno del M5S, perché c'è una sorta di faida interna tra chi è filo-Dem e chi resta anti-Dem.

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