Gualtieri: "Bene che il PD si apra alle Sardine, ma non dimentichi i moderati"

Il ministro dell'Economia ha rilasciato un'intervista a Repubblica.

Roberto Gualtieri candidato alle suppletive

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri del PD ha rilasciato un'intervista a Giovanna Vitale pubblicata oggi su la Repubblica, in cui parla sia del futuro del governo, sia di quello del suo partito e dei rapporti con il MoVimento 5 Stelle, oltre che delle sue prossime mosse come titolare del MEF.

Gualtieri è anche candidato alle elezioni suppletive di Roma del 1° marzo nel collegio che era di Paolo Gentiloni, che ha dovuto lasciare il Parlamento italiano perché chiamato a svolgere il ruolo di Commissario UE. Il ministro ha spiegato così la sua candidatura:

"Questa candidatura non era nei miei pensieri, ma quando mi è stato detto che una mia disponibilità avrebbe consentito un accordo unitario nel centrosinistra ho capito che non potevo tirarmi indietro da una sfida che affronto con entusiasmo. D'altronde sono figlio di questa città e di questo territorio sin dai tempi del liceo Visconti. E considero un onore rappresentarli, come pure poter sostituire in parlamento Paolo Gentiloni, che proprio nel primo collegio fu eletto due anni fa. L'etica del lavoro e della responsabilità fa parte della mia formazione: la stessa che in agosto, in un momento molto delicato per il Paese, mi ha spinto a lasciare Bruxelles per accettare di fare il ministro dell'Economia ed evitare che il conto del Papeete ci mandasse in bancarotta"

Per quanto riguarda il suo partito, Gualtieri commenta così l'idea di Zingaretti di creare un nuovo partito, spinto da Romano Prodi a una maggiore apertura:

"Nicola ha un grande merito: sin dal primo giorno ha lavorato per unire le forze del centrosinistra in un campo largo in grado di attrarre mondi e movimenti diversi da noi, che non si sentivano più rappresentati. Costruire questo campo è decisivo e anche la mia candidatura va in questa direzione"

A Gualtieri è stata poi chiesta un'opinione sull'appello di Elly Schlein, la più votata in Emilia, che ha chiesto al PD di smettere di inseguire il centro, ma il ministro non sembra al cento per cento d'accordo:

"Elly è un'amica che stimo, abbiamo lavorato bene insieme al Parlamento europeo. Credo sia giusto aprirsi ai nuovi movimenti che animano la società, come le Sardine. Al tempo stesso occorre dare una prospettiva a tante forze moderate, civili e produttive che non si riconoscono nelle posizioni estremiste di Meloni e Salvini e guardano al centrosinistra come la garanzia della collocazione europea dell'Italia"

Gualtieri sembra d'accordo con Zingaretti sull'idea di allargare l'alleanza al MoVimento 5 Stelle:

"L'alleanza di governo tra il centrosinistra e il M5S può diventare una prospettiva strategica anche per la prossima legislatura"

E su Giuseppe Conte come possibile candidato Premier di coalizione Gualtieri commenta:

"Conte sta facendo molto bene il Premier ed è oggettivamente il punto di riferimento del nostro schieramento"

Sulla possibilità che il crollo elettorale del M5S possa avere delle ripercussioni sul governo, Gualtieri dice:

"Io penso che il Conte 2 e la maggioranza escano irrobustiti dal voto emiliano. Il problema del M5S non è l'alleanza con il PD, ma ridefinire il proprio ruolo e la propria funzione come forza di governo. Un dibattito che mi pare al loro interno esista, senza dubbio travagliato, ma che confido avrà esito positivo"

Tuttavia Gualtieri si discosta dal M5S quando si parla di amministrazioni locali e in particolare di quella di Roma, guidata da Virginia Raggi:

"L'alleanza varata la scorsa estate dopo la fuga di Salvini riguarda il governo nazionale. A livello locale i 5 Stelle hanno scelto di mantenere un proprio profilo autonomo. Io comunque sono un cittadino romano, avverto le difficoltà quotidiane di una Capitale amministrata male, priva di servizi all'altezza e senza strategia per il futuro. Non avrò alcun problema a dire quello che penso"

Foto © MEF

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