Circolare: studenti dalla Cina senza sintomi regolarmente a scuola. Giovani cinesi: non trattateci come virus

virus studenti senza sintomi a scuola

Gli studenti cinesi rientrati in Italia dal paese asiatico senza i sintomi del coronavirus possono frequentare regolarmente la scuola, di ogni ordine e grado.

Una circolare congiunta del ministero della Salute e dell’Istruzione, che verrà diffusa lunedì, fa chiarezza sul punto cercando di contenere timori infondati e di prevenire discriminazioni in merito alla polmonite virale arrivata dalla Cina di cui non sono ancora chiare le origini e per la quale non esiste al momento vaccino.

La circolare, secondo le anticipazioni, riguarda tutti gli studenti tornati in Italia dalla Cina ed è valida per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria e fino all’università. "Si può comprendere l'apprensione dei genitori ma non ci deve essere fobia per gli studenti o persone asintomatiche. Quindi possono frequentare la scuola o andare al lavoro" ha commentato il governatore del Veneto Luca Zaia.

Se la chiusura delle scuole non è giustificata, questo non significa però "che si vuol minimizzare quanto accade" sottolinea Zaia che ricorda di "seguire le norme comportamentali" emanate dalle autorità competenti "senza però farsi prendere dalla paura, perché siamo sul pezzo".

Presidi chiedono chiarimenti

Dai dirigenti scolastici arrivano però richieste di chiarimenti. Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, ha scritto al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina: "Ci sono alcuni casi di alunni/studenti che si sono recati in Cina di recente e questo sta alimentando l'insorgenza di timori diffusi. Le chiedo pertanto di diramare al più presto delle indicazioni precise affinché le scuole adottino comportamenti corretti e omogenei su tutto il territorio nazionale".

Giovani italo-cinesi: non fateci diventare estranei

Dall'Unione Giovani italo-cinesi nel frattempo arriva un appello a non discriminare. L'emergenza coronavirus "non ci faccia diventare di nuovo estranei... Non trattateci come dei virus", si legge in un post su Facebook a firma di Massimiliano Martigli Jjiang che da quando aveva 7 anni vive in Italia.

"Il pregiudizio e la diffidenza ci farà diventare di nuovo estranei, estranei che non siamo, perché siamo umani, uguali a quelli che ogni giorno lottano per ottenere una serena vita e sprazzi di felicità qui in Italia. Non cambiare le tue abitudini" è l’invito rivolto a tutti dal ragazzo.

Pechino chiede aiuto all'Ue

Intanto il bilancio delle vittime e dei contagiati in Cina è in continuo aumento. Il premier cinese Li Keqiang ha chiesto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di aiutare Pechino negli approvvigionamenti di forniture mediche da parte dei Paesi membri attraverso i canali business, come riferito dai media cinesi.

La situazione in Italia

In Italia oltre ai casi acclarati dei due turisti cinesi, altre 13 persone sono ricoverate allo Spallanzani di Roma in attesa che i test dicano se sono positive o meno mentre altre 20 persone senza sintomi sono sott'osservazione.

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