Prescrizione, Bonafede replica a Renzi: "Non accetto ricatti e minacce"

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Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede replica a Matteo Renzi che oggi, nella giornata di chiusura della prima Assemblea nazionale di Italia Viva, ha invitato il Guardasigilli a fare un passo indietro sulla riforma della prescrizione: "Fermati finché sei in tempo, non hai i numeri, noi votiamo contro!".

La riforma Bonafede prevede che la prescrizione venga sospesa dopo il primo grado di giudizio, sia nei casi di condanna che di assoluzione. Un "obbrobrio giuridico" secondo le opposizioni e non solo. Se Italia Viva non molla, anche il Pd non è che esca pazzo per la riforma.

Dopo le parole di Renzi, il titolare del ministero di via Arenula su Facebook ha scritto un lungo post il cui succo è che non intende accettare "ricatti e minacce da nessuno". Bonafede ha spiegato che:

"Da ministro della Repubblica ho sempre ritenuto fosse fondamentale lavorare e tenere i toni bassi, soprattutto nel rispetto dei cittadini a cui non interessano gli schiamazzi politici che tentano di colmare il vuoto dei fatti con le parole. Continuo a pensarla così. Ma ci sono anche momenti in cui, senza rispondere nel merito alle provocazioni che hanno soltanto lo scopo di ricordare agli altri la propria esistenza politica, vanno almeno precisate alcune minime regole per non abusare della pazienza dei cittadini. Ho dato disponibilità a fare tutti i vertici necessari per dialogare, senza pregiudizi, e per apportare miglioramenti alle varie norme sulla giustizia. Infatti, sono state vagliate e sono ancora al vaglio diverse proposte per garantire certezza e celerità dei tempi. Continuerò a farlo perché é giusto che sia così. Questo è l'unico metodo possibile in un governo con diverse forze politiche. Ed è un metodo che dovrebbero rivendicare e difendere tutte le forze di maggioranza. Ma sia chiaro: non accetto ricatti e minacce da nessuno. E vado avanti!".

Secondo Bonafede:

"La riforma del processo penale (commentata quotidianamente da persone che non l'hanno mai letta) accelera questi tempi. Ed è su questo cantiere che stiamo lavorando".

La riforma della prescrizione targata M5S però rischia di essere incostituzionale come sostengono i penalisti ma anche il Procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, che ha lanciato l’allarme ieri nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario.

Secondo Alfonso la riforma del regime della prescrizione "viola l'art. 111 della Costituzione, con il quale confligge, quanto agli effetti, incidendo sulla garanzia costituzionale della ragionevole durata del processo". Piuttosto sono gli "spaventosi vuoti di organico e la mancanza di risorse che contribuiscono a determinare i tempi lunghi del processo" ha aggiunto il magistrato.

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