Coronavirus, la Cina accusa gli Stati Uniti di diffondere panico e paura


La Cina sta compiendo enormi sforzi in queste settimane per contenere l'epidemia da coronavirus - ad oggi sono 362 i decessi confermati e oltre 17mila i contagiati - e se è vero che in moltissimi altri Paesi del Mondo si sono registrati casi di infezioni, dall'Italia agli Stati Uniti passando per Francia, Regno Unito e molti dei Paesi dell'Asia e del sud-est asiatico, è altrettanto vero che non ci sono state ulteriori infezioni legate a quei primi casi al di fuori della Cina.

L'Italia sta gestendo i due casi di coronavirus in modo esemplare e lo stesso stanno facendo altri Paesi, invitando i cittadini a mantenere le calma e non andare del panico perché, fino a nuove comunicazioni, tutto è sotto controllo. Gli Stati Uniti hanno dichiarato nei giorni scorsi l'emergenza sanitaria natazionale, proprio come l'Italia, e messo il divieto di ingresso nel Paese per tutti i cittadini stranieri che si sono recati in Cina nelle ultime due settimane.

Una misura, questa, ritenuta eccessiva dalla Cina, che ha accusato ufficialmente gli USA di seminare il panico in risposta all'epidemia di coronavirus. La portavoce del Ministro degli Esteri cinese Hua Chunying ha puntato il dito contro quei Paesi come gli Stati Uniti che "creano e diffondono la paura" invece di offrire assistenza:

Sono i Paesi sviluppati come gli Stati Uniti con enormi capacità preventive di fronte ad un'epidemia ad imporre misure eccessivamente restrittive e contrarie alle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

A seguire l'esempio degli Stati Uniti è stata l'Australia, mentre l'Italia per il momento si è limitata a bloccare i voli diretti da e per la Cina.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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