Boss Graviano: "Incontrai Berlusconi almeno tre volte. Rapporto bellissimo poi ci tradì"

silvio-berlusconi amico di graviano

Il boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano quando era latitante ha "incontrato Berlusconi almeno per tre volte". Queste le parole pronunciate dell’ex ras di Brancaccio nella sua deposizione al processo sulla 'Ndrangheta stragista in corso a Reggio di Calabria.

"Con Berlusconi cenavamo anche insieme. È accaduto a Milano Tre in un appartamento. Tramite mio cugino avevamo un rapporto bellissimo" ha detto Graviano rispondendo alla ricostruzione fatta dal pm Giuseppe Lombardo delle sue intercettazioni con il boss camorrista Umberto Adinolfi nel carcere di Terni.

Processo 'Ndrangheta stragista

Secondo Lombardo, Graviano insieme al capobastone calabrese Rocco Filippone sarebbe il mandante degli attentati che provocarono la morte dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo e il ferimento di altri quattro militari, nell’ambito della stagione degli attentati mafiosi "in continente", nel 1993-94.

Collegato in videoconferenza dal carcere di Terni, Graviano ha sostenuto: "Fu mio nonno ad avere i contatti con gli imprenditori milanesi. Poi, quando è morto mio padre, mi prese in disparte e mi disse 'Io sono vecchio e ora te ne devi occupare tu'. Poco dopo mio nonno che aveva più di 80 anni morì".

Il "tradimento" di Berlusconi

Dal "rapporto bellissimo" si sarebbe poi passati al tradimento: "Berlusconi fu un traditore, perché quando si parlò della riforma del Codice penale e si parlava di abolizione dell’ergastolo mi hanno detto che lui chiese di non inserire gli imputati coinvolti nelle stragi mafiose. Un avvocato di Forza Italia mi disse che stavano cambiando il Codice penale e che doveva darmi brutte notizie. Perché in Parlamento avevano avuto indicazioni da Berlusconi di non inserire quelli coinvolti nelle stragi. Lì ho avuto la conferma che era finito tutto. Mio cugino Salvo era morto nel frattempo per un tumore al cervello. E nella riforma del Codice penale non saremmo stati inseriti tra i destinatari dell’abolizione dell’ergastolo. Questo mi portò a dire che Berlusconi era un traditore".

Ghedini: Graviano punta ai benefici penitenziari

L’avvocato di Silvio Berlusconi Niccolò Ghedini bolla quanto detto da Graviano come "dichiarazioni totalmente destituite di fondamento. Dopo 26 anni ininterrotti di carcerazione, improvvisamente il signor Graviano fa dichiarazioni chiaramente finalizzate ad ottenere benefìci carcerari". Graviano, arrestato nel 1994 con il fratello Filippo, in un ristorante a Milano, sta scontando la pena dell’ergastolo.

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