Coronavirus, Cina all'Italia: "No misure eccessive". Palazzo Chigi replica: "Continueremo a seguire linea di precauzione"

Pechino reputa eccessiva la chiusura temporanea dei voli da e per la Cina adottata dall'Italia. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha auspicato che l'Italia possa rivedere la sua valutazione affinché sia "obiettiva, razionale e fondata sulla scienza".

La risposta del Governo italiano è arrivata al termine del Consiglio dei Ministri che si è tenuto oggi, dopo il quale Palazzo Chigi ha diffuso una nota per ribadire di non avere intenzione di riaprire le tratte aeree: "Il governo continuerà a perseguire una linea di massima precauzione con l'obiettivo prioritario di assicurare la tutela della salute di tutti i cittadini, come fatto fino ad ora con tutte le misure già assunte. Il governo continuerà, inoltre, ad aggiornarsi con vigile attenzione avendo cura che tutte le iniziative restino costantemente adeguate ai criteri di proporzionalità e adeguatezza fin qui adottati".

Come segnale distensivo, il Governo italiano ha poi aggiunto che "continuerà a promuovere iniziative di sostegno umanitario e, anche a livello europeo, di solidarietà nei confronti del popolo cinese. Sono allo studio iniziative anche di collaborazione scientifica per sostenere il grande sforzo delle autorità cinesi. Il governo, inoltre, ha avviato una istruttoria per l'adozione di misure di contenimento degli effetti negativi dell'emergenza sul nostro sistema economico e produttivo".

L'ex ambasciatore italiano in Cina: "la reazione è stata improvvisata e dilettantesca"

Alberto Bradanini, ex ambasciatore italiano in Cina, attualmente Presidente del Centro studi sulla Cina contemporanea, parlando con l'Adnkronos ha espresso un duro giudizio sull'operato del Governo italiano: "Le nostre reazioni sono state come al solito improvvisate, gestite in maniera dilettantesca, perché la chiusura di tutti i voli tra l'Italia e la Cina andava discussa e concordata con gli stessi cinesi. Tra l'altro è una misura che, se l'Europa esistesse veramente, andrebbe adottata a livello europeo".

Secondo l'ex ambasciatore sarebbe stato il caso di "trovare con i cinesi una soluzione che non intaccasse quella buona intesa diplomatica che è necessario avere con un Paese così importante dal punto di vista commerciale ed economico, e loro avrebbero capito".

Bradanini teme ripercussioni al termine della crisi: "I cinesi non dimenticano i loro amici, ma non dimenticano neanche chi li ha abbandonati nel momento del bisogno. La nostra politica economica dovrebbe essere basata su un modello maturo e non dovremmo gestirla con il cappello in mano come abbiamo fatto finora. Abbiamo preso una misura bislacca, ce ne assumiamo tutte le responsabilità e reputo che ne pagheremo le conseguenze".

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